Elezioni politiche 2013: il valore di una scelta

22 febbraio 2013 Lascia un commento »

Le elezioni politiche si svolgono in uno dei momenti più difficili dell’Italia
repubblicana e portano con sé il senso dell’attesa e della speranza per un rilancio
delle opportunità di sviluppo del nostro Paese e, nello stesso tempo, le
preoccupazioni di un possibile e definitivo decadimento del suo livello civile e
sociale. Molta parte delle difficoltà che l’Italia sta attraversando trovano una
motivazione negli effetti di una crisi che riguarda l’Europa e gran parte del mondo e
che segnala il fallimento del modello liberista ed, in particolare, dell’idea che il
dominio della speculazione finanziaria rispetto alle attività preposte alla produzione
della ricchezza avesse potuto rappresentare un’utile occasione per rispondere alle
esigenze dello sviluppo e della crescita della qualità della vita per tutti.

La realtà dei fatti ci ha dimostrato il totale fallimento di questa teoria e ha messo in
luce il grave danno che essa ha prodotto nella condizione di vita di milioni di persone
e nell’organizzazione dei sistemi produttivi e nel progressivo indebolimento della
politica come strumento e luogo pubblico di regolazione dell’economia e dei mercati
lasciando spazio a forme sempre più pesanti di privatizzazione del governo delle
politiche economiche e finanziarie. Ciò è apparso evidente prima di tutto a livello
dell’Unione Europea dove le forze politiche di maggioranza non sono state in grado
di contrastare questo processo dando luogo a politiche restrittive tali da
ridimensionare fortemente i consumi e la produzione piuttosto che attivare politiche
di crescita sostenibile.

In Italia la situazione è diventata ancora più grave per effetto dei limiti strutturali e di
un livello di indebitamento pubblico di dimensioni tali da rappresentare un forte
ostacolo per la credibilità internazionale del Paese. Per troppo tempo in Italia non
sono state adottate le misure di riforma che erano necessarie alimentando anzi un
progressivo indebolimento dei sistemi di garanzia e di controllo che insieme ad una
limitazione sempre più forte del grado di partecipazione democratica e delle forme
della rappresentanza, rendendo così possibile un crescente degrado etico
nell’amministrazione pubblica e nella politica. Si è giunti sull’orlo del baratro. A
questo ci ha portato il governo Berlusconi e, come spesso accade, quando ci si trova
nell’emergenza estrema si è stati costretti ad intervenire con iniziative straordinarie
come la nascita di un Governo tecnico che ha potuto mettere in atto misure di
contenimento che hanno finito per appesantire ulteriormente il quadro economico e
sociale del Paese.

Le conseguenze di tutto questo sulle condizioni materiali di vita degli italiani sono
impressionanti: nel mondo del lavoro e dell’impresa, nel sistema formativo e della
ricerca, nel sistema sanitario e sulla qualità delle risorse ambientali e culturali, nella

percezione del degrado e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica, in
ogni aspetto della vita individuale e collettiva noi vediamo i segni di un forte declino
del Paese tale da richiedere uno scatto, una svolta, la messa in campo di energie
nuove, delle risorse migliori del sapere e della cultura, del lavoro e dell’impresa, della
solidarietà sociale e della sensibilità delle donne. Bisogna essere coscienti del fatto
che non si tratta soltanto di eleggere un nuovo Parlamento e di formare un nuovo
Governo ma si tratta di dare vita ad una fase di cambiamento radicale che, pur nei
limiti imposti dagli impegni internazionali, si muova secondo un progetto politico
chiaro sul quale ci si possa impegnare per un lungo periodo.
Si tratta di essere consapevoli che tale progetto dovrà porsi il tema della crescita e
dello sviluppo secondo parametri e finalità diverse rispetto a quelle che ci hanno
portato nella situazione attuale rivedendo sostanzialmente le priorità, i modelli di
consumo, i criteri d’uso delle risorse, avendo chiari i bisogni veri delle persone e
limiti delle risorse naturali disponibili.

Per l’ANPI e per i valori che essa rappresenta, il progetto politico da assumere come
riferimento dovrà essere quello che avrà come obiettivi fondamentali il lavoro,
l’uguaglianza di fronte alla legge e delle opportunità di crescita personale,
l’applicazione del principio di solidarietà per cui ciascuno dà in proporzione alla
ricchezza che possiede, la scuola, la cultura, l’ambiente, la salute come beni comuni,
la pace, l’antifascismo, la democrazia come opportunità di relazioni costruttive e
positive tra le persone e tra i popoli. Sono i principi e i valori che sono scritti nella
nostra Costituzione e per cui si sono battuti e sono morti tanti ragazzi e tante ragazze
nell’esperienza drammatica ma straordinariamente feconda della Resistenza e della
lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai giovani e ai meno giovani di oggi non
chiediamo di imbracciare il fucile (ne avrebbero volentieri fatto a meno anche i
giovani di allora) ma di usare fino in fondo e con convinzione gli strumenti della
democrazia, a partire dal voto, per poi riappropriarsi della politica perché essa torni
ad essere luogo ed occasione di confronto e di formazione di un progetto collettivo
cui dedicare parte della propria esistenza e di realizzare la propria crescita civile.

Ai partiti chiediamo di essere protagonisti e di non rinunciare al ruolo ad essi
assegnato dalla Costituzione poiché la democrazia rappresentativa non vive senza gli
strumenti fondamentali della partecipazione: si occupino più di progetti e meno di
gestione, siano inclusivi e non personalisti, si preoccupino di beni comuni piuttosto
che di interessi particolari, si impegnino a contribuire alla crescita di una cultura
politica che sappia coinvolgere tutte le risorse umane, culturali e materiali per il
progresso sociale e civile. Ai nostri iscritti, agli antifascisti e ai cittadini democratici
rivolgiamo dunque il nostro appello perché nemmeno un voto vada perduto, perché la
democrazia possa celebrare la sua festa nell’esercizio del voto, frutto della lotta delle
generazioni che ci hanno preceduto e strumento utile per costruire il futuro.

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