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PROGETTO RIPA 2019 “ ARMATI MIO CUORE” – 1° Edizione Bando di concorso per immagini e grafica

14 Gennaio 2019

Nell’ambito delle commemorazioni previste per l’anniversario dell’eccidio di via Ripa, che culmineranno con lo spettacolo Armati mio cuore Le ragazze di via della Ripa , presso il teatro Diego Fabbri e una serie di interventi nelle scuole, oltre alle consuete celebrazioni sul luogo della strage, l’ANPI – con il patrocinio di Comune di Forlì – Assessorato alla Cultura, Politiche Giovanili e Pari Opportunità, Regione Emilia Romagna , Ufficio Scolastico Regionale e la collaborazione con Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Unica Reti, Forlifarma, Romagna Acque Società delle Fonti , Udi, Cgil, Istituto Storico per la Resistenza, Associazione Luciano Lama – bandisce un concorso per immagini e opere grafiche per sensibilizzare sia i cittadini forlivesi che gli studenti delle scuole secondarie sull’importante evento forlivese del 1944.

Il concorso, infatti è diviso in due sezioni, una aperta a tutti, una limitata agli iscritti a scuole secondarie di II grado. Il formato massimo delle opere sarà di 70 x100 cm. I premi previsti – 3 per ciascuna categoria – saranno di 300 euro per il primo classificato, 200 per il secondo, 100 per il terzo.

I partecipanti potranno richiedere il bando via mail o ritirarlo presso la sede ANPI di Forlì, in via Albicini 25 dal lunedì al venerdì dalle 10,30 alle 12,30. La consegna degli elaborati – da effettuarsi entro le ore 12:00 del 15 febbraio 2019 – potrà avvenire, se in digitale, tramite e-mail all’indirizzo info@anpiforli.it , oppure tramite spedizione postale all’indirizzo Anpi – Via Albicini,25 Forlì, oppure con consegna diretta presso la sede Anpi.

info: cell. 3292178667 Lodovico Zanetti – Presidente Anpi Sezione Comunale Forlì

Miro Gori nuovo presidente ANPI FC

15 Giugno 2017

Il comitato provinciale Anpi Forlì Cesena (Associazione Nazionale Partigani d’Italia) ha eletto sabato 3 giugno, all’unanimità, il nuovo presidente provinciale, Miro Gori, dopo la rinuncia, per motivi di salute, di Tamer Favali. Altrettanto unanime il ringraziamento del comitato provinciale sia al presidente uscente, che a Furio Kobau, avendo egli guidato come presidente vicario l’Anpi, per alcuni mesi.
Gianfranco Miro Gori è nato a San Mauro Pascoli (11 agosto 1951). Dopo gli studi classici, si è laureato in filosofia e ha conseguito il dottorato di ricerca in discipline dello spettacolo: storia e filologia del cinema. Ha ideato e diretto la Cineteca del comune di Rimini e organizzato festival e manifestazioni culturali in patria e all’estero. Ha pubblicato molti saggi di argomento cinematografico dedicandosi soprattutto, tra i primi in Italia, allo studio dei rapporti tra cinema e storia. Si è occupato del regista Federico Fellini, dello sceneggiatore e poeta Tonino Guerra, del musicista Secondo Casadei, del poeta, suo concittadino, Giovanni Pascoli, senza mai dimenticare il legame che essi hanno coltivato con la loro terra. Tra le sue opere  un romanzo in una “neolingua” che mescola italiano e dialetto (Senza Movente. Mobydick, Faenza 2000) e quattro raccolte di versi in dialetto (Strafócc, Chiamami Città, Rimini 1995; Gnént, Pazzini, Verucchio 1998; Cantèdi, Mobydick, Faenza, 2008; E’ cino, la gran bòta, la s-ciuptèda, Fara, Rimini 2014).  E’ stato sindaco di San Mauro Pascoli.

Miro-Gori

L’Anpi è uno dei capisaldi della Repubblica italiana fondata sulla Costituzione. Un baluardo non enorme dal punto di vista quantitativo ma di certo assai grande da quello culturale, morale, simbolico.
L’eredità della Resistenza da cui è nata la nostra bella Costituzione, è un ricco lascito per il presente e un sostanzioso viatico per il futuro.
Per questo sono orgoglioso e onorato di assumere la carica di presidente dell’Anpi: associazione che nella deriva individualistica presente, in un certo scadimento intellettuale e morale, mantiene saldi i valori della Repubblica italiana, fondata sul lavoro, sulla giustizia, sulla libertà.
I giorni che ci attendono ci dovranno vedere impegnati nella battaglia per la difesa e l’ampliamento di questi valori universali: Una battaglia da condurre tutti insieme.
Ogni iscritto, ma anche ogni persona che condivide questo progetto è chiamata a dare il suo contributo.
Ringrazio dunque coloro che mi hanno eletto, i presidenti dell’Anpi che mi hanno preceduto, gli aderenti all’Associazione, e confidando nella collaborazione di tutti mi avvio a seguitare, mi auguro con l’umiltà e la forza necessaria, nel cammino gloriosamente aperto nella guerra di Liberazione nazionale.

Miro Gori

Intervento della Presidente dell’ANPI di Meldola in occasione del 73° anniversario della morte di Antonio Carini

18 Marzo 2017

Di seguito il testo del discorso tenuto della Presidente dell’ANPI di Meldola Paola Borghesi, intervenuta in rappresentanza del Comitato Provinciale ANPI Forlì Cesena, presso Rocca delle Caminate in data 18 marzo 2017 in occasione del 73° anniversario della morte di Antonio Carini (Orsi) Partigiano della 8° Brigata Garibaldi e Medaglia d’Argento al Valore Militare

Cari partigiani, care compagne, cari compagni, cittadine, cittadini, e autorità tutte, civili e militari, come Presidente dell’ANPI di Meldola vi ringrazio per la presenza e vi porto il saluto dell’ANPI Provinciale di Forlì Cesena.

Avrebbe dovuto essere qui Tamer Favali che per motivi di salute è stato costretto, seppur a malincuore, a rinunciare a tutti gli incarichi ricoperti in ANPI.

Averlo come Presidente, anche se per pochi mesi, è stato un onore e ricordiamo ancora il discorso profondo e toccante con il quale due anni fa Tamer interveniva a commemorare la figura di Antonio Carini, allora come rappresentante dello SPI-CGIL di Piacenza.

 

Anche quest’anno, come ogni anno, i Comuni di Meldola e di Monticelli d’Ongina, le  ANPI di Forlì-Cesena e di Piacenza di Meldola e di Monticelli d’Ongina,lo SPI CGIL di Forlì e di Piacenza, con il patrocinio dell’Unione dei Comuni della Romagna forlivese e della provincia di Forlì Cesena, che ringrazio, celebrano solennemente l’anniversario della morte di Antonio Carini.

 

In un momento in cui vengono messi in discussione i valori della Resistenza, è importante che si ricordino le persone che versarono il loro sangue per la democrazia di questo Paese. Nel caso di Antonio Carini (Orsi) fu una morte atroce; vogliamo raccontare ancora oggi questa vicenda per non dimenticare che cosa è stato il fascismo, quel fascismo che Gianfranco Fini, noto esponente della destra, in visita a Gerusalemme, definì “il male assoluto”.

 

Quest’anno ricorre il settantatreesimo anniversario della morte di Antonio Carini, nome di battaglia Orsi, partigiano, membro del Comando generale delle Brigate Garibaldi, barbaramente ucciso dai fascisti, dopo alcuni giorni di carcere alla Rocca delle Caminate, durante i quali fu torturato al fine di estorcergli i nomi dei compagni di lotta. Sopportò le torture senza fare rivelazioni, poi, ancora vivo fu trascinato, legato per i piedi ad un auto, e trasportato a Meldola , dove fu accoltellato più volte e gettato dal ponte dei Veneziani.

(mio padre raccontava di aver visto per la strada che porta dalla Rocca delle Caminate a Meldola tracce del suo sangue)

 

Antonio Carini era nato a Monticelli d’Ongina (Piacenza) nel 1902, dove da giovane faceva il barcaiolo sul fiume Po. Nel 1924 emigra in Argentina per sfuggire alle persecuzioni da parte del regime fascista e ivi partecipa a scioperi e manifestazioni e viene inserito nelle liste di persone da sorvegliare da parte della polizia.

 

Dal 1936 al 1939 combatte in Spagna come volontario nelle brigate internazionali come sergente  nel Battaglione Garibaldi e fra il giugno del 1937 e l’agosto 1938 viene ferito tre volte.

Nel gennaio del 39 diviene commissario politico addetto all’intendenza dell’intera Brigata Garibaldi, in stretto contatto con Luigi Longo.

 

Dopo un mese va in Francia dove viene internato in tre diversi campi di concentramento (Saint Cyprien, Gurs e infine Vernet).

Nel 1941 chiede di essere rimpatriato, viene consegnato dalle autorità francesi alla polizia italiana, portato a Piacenza viene processato e  condannato a 5 anni di confino a Ventotene , dove si trova con Terracini, Scoccimarro, Secchia, Longo, Di Vittorio, Alberganti  e altri.

 

Dopo la caduta del regime fascista il  25 luglio 1943, viene liberato e tornato a Piacenza si dedica alla riorganizzazione del partito comunista.

 

Successivamente entra nella resistenza con l’incarico di organizzare le formazioni partigiane e viene inviato dal CUMER in Romagna per organizzare e coordinare le attività delle province di Forlì e Ravenna

In particolare si reca nell’Appennino romagnolo a ispezionare la neonata Brigata Garibaldi ed è proprio durante una di queste ispezioni che viene catturato dai militi della RSI mentre nei pressi di Ricò di Meldola stava attraversando il fiume Bidente.

 

“Dovete resistere, non dovete parlare”, così diceva Carini ai compagni di cella per incoraggiarli a non cedere alle terribili torture, durante i giorni della sua prigionia.

 

Racconta Secondo Tartagni un compagno di prigionia: “in molti gli saltarono addosso e col calcio del mitra lo massacrarono per tutto il corpo… Arroventarono un pugnale baionetta nella stufa a legna… poi legato Carini su una sedia gli appoggiarono il pugnale rovente sotto la pianta dei piedi… Lo bruciarono, fino a che l’odore di carne bruciata non procurò nausea al comandante, il tenente Magnati… Carini gli gridò in faccia che egli aveva sempre combattuto contro la tirannide fascista, mentre essi erano i carnefici del popolo italiano… un colpo della cassa di un mitra gli spaccò la bocca , gettandogli giù i denti incisivi.”

Racconta ancora Tartagni che, in occasione del suo interrogatorio, i fascisti fecero entrare “il cadavere vivente” e si trascinarono dietro Orsi che “aveva tutta la bocca spaccata, un occhio fuori dall’orbita ed i piedi nudi bruciacchiati…”

 

Dino Valbonesi, partigiano di San Martino in Strada, incarcerato alla Rocca negli stessi giorni, ricorda di Orsi l’incredibile coraggio: “per noi c’erano state botte sulle gambe con stecche da biliardo, ma lui era stato maciullato: la carne delle gambe emanava puzza di bruciato. Eppure in quel breve attimo in cui potemmo parlarci mi raccomandò di non lasciarmi scappare nulla con i fascisti, di essere forte…”

 

Dopo sei giorni di torture Carini venne legato dietro ad un camioncino e trascinato lungo la strada che conduce a Meldola, fino al Ponte dei Veneziani; qui fu ripetutamente pugnalato e gettato nel greto sottostante. Non contento, uno dei militi scese nel greto e gli sfracellò la testa con un masso. Era il 13 marzo 1944.

 

Ad Antonio Carini è stata conferita la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione:

“ Forte tempra di patriota e di sagace propagandista, metteva continuamente a repentaglio la propria vita nello svolgimento di importanti e delicate missioni di collegamento. Catturato nel corso di una di queste ed imprigionato, affrontava con animo stoico e sereno le più atroci torture, senza che mai nulla di benché minimamente compromettente potesse uscire dalle sue labbra.

I suoi aguzzini, esasperati per il suo spavaldo contegno, lo finivano a pugnalate. BELLISSIMA FIGURA DI PATRIOTA E DI VOLONTARIO DELLA LIBERTA’”

 

 

Sulle mura di questa Rocca una lapide reca la scritta:

“Dietro le mura di questa Rocca, durante i venti mesi di terrore nazifascista, spiriti nobili resistettero con coraggio a torturatori e carnefici, offrendo la loro vita per un’Italia libera”.

 

Vogliamo ricordare , allora,   altri Partigiani che furono incarcerati e torturati in questo luogo:

Oltre ai già citati

DINO VALBONESI E SECONDO TARTAGNI

Ricordiamo anche :

CASTELLUCCI CELSO

COLLINELLI IRMA

FARNETI ROBERTO

GAROIA ALTEO

MAGALOTTI GIUSEPPE

ORIOLI OLIVIERO

POGGI AURO

RANIERI DOMENICO

SASSI MARIO

TARTAGNI LARA

 

Vogliamo ricordare anche un’altra vittima della ferocia della squadra comandata dal tenente Giacinto Magnati  nella sede di Meldola, il Partigiano LAZZARO FONTANONI di Urbino che operava nella zona di Pesaro come vicecomandante della formazione Gasperini.

Catturato e portato a Meldola, qui  morì dopo atroci torture senza rivelare i nomi dei compagni di lotta.

 

La conclusione di questo ricordo, in questo giorno, proprio qui, in questo luogo, è una sola:

l’unico faro che ha illuminato davvero  questa Rocca è il sacrificio di Carini e l’unico faro che come ANPI vogliamo tenere acceso è quello della memoria e della conoscenza, che devono vivere  in un progetto che metta in evidenza i valori che stanno alla base del sacrificio di Carini.

IL FARO DEL DUCE RESTI SPENTO

14 Marzo 2017

Il giorno 11 marzo si è riunita la Segreteria dell’ANPI allargata al Comitato Provinciale dell’Associazione ed ha espresso un netto rifiuto alla proposta della riaccensione del faro fatto installare da Mussolini nel 1927 sulla Rocca delle Caminate per celebrare se stesso.

In quella sede il dibattito ha affrontato il clima in cui la proposta si inserisce. L’ANPI contesta il tentativo di utilizzare semplicisticamente luoghi, che hanno visto infliggere sofferenze ai cittadini e torture a partigiani, come strumenti di attrazione per un turismo nostalgico e superficiale, che si nutre di simboli nefasti e non come occasione per approfondire attraverso la memoria e la documentazione temi ancora attuali.

Non è certamente quel tipo di turismo che può risolvere problematiche socio – economiche cui si immagina di dare così risposta: sarebbe invece utile sviluppare una riflessione sull’identità storica di una comunità che non si identifica con la simbologia del regime fascista, ma si fonda invece su una tradizione democratica, antagonista, e di partecipazione.

In ogni caso ricordiamo agli organismi preposti all’assunzione di decisioni in merito che nel luogo che si intenderebbe illuminare sono stati torturati, per mano di fascisti guidati dal tenente Eugenio Magnati, comandante della Guardia del Duce, decine di antifascisti fra i quali uno dei primi animatori e dirigenti della Resistenza Armata Italiana Antonio Carini, arrestato il 9 marzo 1944, seviziato e ucciso il 13 marzo 1944.

Sarebbe infine interessante sapere se la polemica, cui i media hanno dato fiato nei giorni scorsi, si fondi su una decisione sostenuta da deliberazioni formali, nel qual caso sarebbe doveroso rendere pubblici i documenti relativi.

Segreteria ANPI Provinciale Forlì-Cesena

E’ bastato un NO per…

5 Dicembre 2016

Impedire la rottamazione anche della Costituzione e metterla in sicurezza; respingere un altro durissimo attacco ai delicati equilibri democratici del Paese, travestito da slogan demagogici ed arroganti, privi di concretezza, vuoti di significato; aprire una nuova e diversa fase della vita sociale, economica, politica nazionale mettendo al centro –finalmente- problemi giganteschi irrisolti e ingiustizie sociali vecchi e recenti.
In tanti hanno finto dimenticanza che questa Costituzione c’era quando, con enormi sacrifici del popolo, l’Italia è diventata la sesta Nazione industriale del mondo, la seconda in Europa, posizioni ancora difese ancorchè in affanno crescente. Quando, sotto la guida del suo arco istituzionale rappresentativo abbiamo resistito e poi sconfitto tremendi attacchi del terrorismo interno e internazionale. Quando, nonostante le terribili commistioni politica-mafie, la crescita di ladri di Stato e lobby perverse, tese a svuotarne identità e valori, la parte migliore del Paese l’ha difesa e valorizzata sempre come perno per un cambiamento concreto e positivo delle condizioni materiali, morali, culturali.
Cambiamento è parola vuota se separata dagli interessi e dai bisogni popolari, meschina perché ingannevole, pericolosa perché mistificante e mercenaria.
L’ANPI esprime gioia per la vittoria del NO e orgoglio per il contributo dato in autonomia e con enormi sacrifici della stragrande maggioranza dei suoi attivisti.
Davvero Davide contro Golia!
Nel 2016 contro gli stravolgimenti del Governo Renzi, così come nel 2006 contro quelli tentati dal Governo Berlusconi.
Fuori da tattiche e strategie partitiche tese a strumentalizzare la Costituzione per fini di parte e distruggere l’ispirazione originale, ampiamente unitaria, dei Padri Costituenti. La rigorosa coerenza dell’ANPI è il pieno, intransigente rispetto dell’eroismo epico dei nostri Padri Partigiani. Dal loro sangue versato per la Libertà e l’Indipendenza della Patria, germogliò la nostra amata Costituzione anti-fascista. Adeguarla, in coerenza con l’evoluzione della società, è lecito e dovuto. Stravolgerla è illecito e va negato.
L’ANPI ha portato a termine la sua missione, ma resterà guardinga. Ancor più attiva e impegnata su ogni terreno e ad ogni livello, per riavviare un’indispensabile Rivoluzione Democratica per la piena attuazione della Carta, bene comune e fondamento della coesione del popolo.
Ai Partiti, alla politica, funzioni e responsabilità proprie per avviare a soluzione i gravi problemi del Paese, senza alibi né vie di fuga dalla realtà. Così la fiducia del popolo, ormai ridotta a insignificanza, può e deve essere riconquistata.
E i Sindaci che lunedì e martedì scorsi hanno sfidato nelle piazze questa Costituzione per spirito di parte, ricordino che la sovrapposizione Partito/Stato, che anticamente è stato un cancro dalle conseguenze devastanti, ha segnato una ferita che loro per primi devono, ora, suturare per recuperare la fiducia delle comunità intere al governo delle quali sono insediati.

Tamer Favali, Presidente Comitato ANPI Forlì-Cesena
Forlì, 5/12/2016

La “produzione” di Tinin Mantegazza a Forlì

11 Novembre 2016

Dall’11 novembre all’11 gennaio, nel Foyer del Teatro Fabbri a Forlì, opere del milanese che “ha adottato” Cesenatico – In occasione dell’inaugurazione, presentazione del suo libro “La libraia di piazzale Loreto” – Al termine gli verrà consegnato il riconoscimento dei “Cittadini del mondo per la Pace”

Dici Mantegazza e per chi ha i capelli bianchi arrivano immagini di disegni, quadri, ambienti “strani” e personaggi che ci hanno divertito/commosso, poi arrivano pupazzi e come dimenticare disegni e figure durante le trasmissioni di Biagi?
Ebbene, Tinin Mantegazza, da Cesenatico, originario di Varazze e per tanti anni milanese, fa un regalo a Forlì in occasione delle celebrazioni dell’Anniversario della Liberazione della città, esponendo quadri, disegni ed oggetti nel foyer del Teatro Fabbri che costituiranno la Mostra “MEMORIA”, aperta dall’11 novembre2016 all’11 gennaio 2017.
Un “regalo” che viene dall’amore di Tinin per Forlì, la città che lo vide Consigliere provinciale e dove, assieme a Ruggero Sintoni, realizzò il Teatro per la Pace.
“Sono proprio tre sentimenti d’amore che ci hanno spinto a “costruire” questa mostra, assieme al Comune e al Teatro Fabbri –spiega Tamer Favali, Presidente dell’Anpi provinciale Forlì-Cesena- partendo da quello di Tinn per Forlì, poi dall’amore dell’ANPI per la cultura democratica e per la libertà, un amore che i nostri “ragazzi” di allora dimostrarono anche con il sacrificio, dandoci una Costituzione democratica dove cultura e libertà si sposano, approfondendo quel binomio che il movimento operaio ha sempre sostenuto, infine –conclude Favali- abbiamo fornito un’occasione in più per “esercitare” quel legame affettivo che esiste nella nostra città fra pubblico e Teatro e vedere opere di alto livello, entrando nel teatro stesso”.
Di Mantegazza La Repubblica scrisse: “alle 6 del mattino, (era a piazzale Loreto) accompagnato dal padre che «s’ era messo il cappotto sul pigiama ed era sceso per verificare, in una città dove i telefoni non funzionavano più, quel tam tam di balcone in balcone, che diceva “il porco è morto”». Ha vissuto il dopoguerra lavorando al quotidiano La Notte come disegnatore, la stagione fantastica degli anni ’60 l’ha passata mettendo in piedi un cabaret, in cui si esibirono i giovanissimi Cochi e Renato, Bruno Lauzi, Enzo Jannacci, Giogio Gaber, Paolo Poli. Non contento, negli anni ‘ 70 ha fondato il teatro Verdi e la compagnia teatrale Il Buratto. Ha lavorato molto con la Rai, costruendo con la moglie Velia più di duemila pupazzi teatrali e televisivi (fra cui, nel 1985, il pupazzo DODO, protagonista della trasmissione L’Albero Azzurro) e collaborando –come la moglie- per lunghi anni con Enzo Biagi: realizzava i disegni delle schede del programma del giornalista poi epurato. Tinin Mantegazza, ligure di Varazze, milanese da quando aveva sei anni ma dai primi anni 2000 si è trasferito a Cesenatico «perché lì la gente è più simpatica»”.
Oltre a “raccontare” visivamente la sua arte, Tinin, a Forlì, porta anche uno spaccato di com’era Milano ai tempi della guerra e delle situazioni, in quanto venerdì 11 novembre, al Foyer del Teatro Diego Fabbri (ingresso via delle Aste 10), alle ore 17:30, in occasione dell’inaugurazione della mostra, presenterà il suo volume “La libraia di piazzale Loreto”. Con Ruggero Sintoni, produttore teatrale, a parlarne ci saranno Tamer Favali, Presidente ANPI, Davide Drei Sindaco di Forlì, Andrea Casoli, editore del volume, mentre Lucia Vasini leggerà brani significativi dell’opera.
L’incontro terminerà con la consegna a Tinin Mantegazza del riconoscimento “Cittadini del mondo per la Pace”, istituito dal Teatro per la Pace.
Da segnarsi in agenda che nel corso della rassegna di Tinin, verranno presentati dagli autori “La certezza del ricordo” di Carlo Flamigni (15 novembre ore 17:30) e “Nel cerchio dove cessava il respiro” di Maurizio Balestra e Matteo Mazzacurati (23 novembre ore 17:30), sempre nel Foyer del Teatro Fabbri.

ANPI FORLI’-CESENA
0543 28042

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Cambio dell’orario di apertura per le sedi di Forlì e Cesena

19 Settembre 2016

Di seguito i nuovi orari di apertura per la sedi di Forlì e Cesena:

Sede di Forlì

Via Albicini 25
47121 Forlì (FC)
Telefono: 0543 28042

Apertura:
Lunedì – dalle 9:00 alle 12:00
Mercoledì – dalle 9:00 alle 12:00
Venerdì – dalle 9:00 alle 12:00

Sede di Cesena

Corso Sozzi 89 (Barriera Cavour)
47521 Cesena (FC)
Telefono: 0547 610566
Cellulare (per urgenze, informazioni, appuntamenti): 3393850552, 3348845114

Apertura:
Martedì – dalle 9:00 alle 12:00
Mercoledì – dalle 9:00 alle 12:00
Giovedì – dalle 20:30 alle 23:00
Venerdì – dalle 16:00 alle 19:00
Sabato – dalle 9:00 alle 12:00

Appello e appuntamenti per la raccolta firme del Comitato per il NO alla Riforma Costituzionale

4 Giugno 2016

Dal Congresso alla difesa della Costituzione Repubblicana nata dalla resistenza antifascista

Per entrare subito nel merito e nelle ragioni della nostra opposizione alla riscrittura della Costituzione, diremo che parliamo del libro e delle regole scritte della nostra democrazia.
Molto ci sarebbe da dire sul suo percorso in questi 69 anni dalla sua approvazione avvenuta il 22 dicembre 1947, e promulgazione avvenuta il 27 dicembre 1947 con entrata in vigore il primo gennaio 1948.
Basti pensare che dal giorno successivo alla sua approvazione, sono iniziati i tentativi per modificarla, segno evidente che così come era scritta non lasciava spazio ad altri revanscismi.
Nel rispetto delle opinioni di ogni singolo iscritto all’ANPI, il Congresso Nazionale a stragrande maggioranza ha inteso dare un segnale difensivo di quella che è una delle Costituzioni più democratiche e impegnative al mondo.
La Costituzione e le leggi di revisione costituzionale sono regolate dall’art. 138 sezione seconda, così come scritte non lasciano spazio alle interpretazioni; in caso di REVISIONE è indicato molto bene il percorso degli adeguamenti e questi vanno fatti con un’ampia rappresentanza del popolo italiano e dei suoi rappresentanti eletti con sistema proporzionale dai cittadini elettori.
Gli italiani debbono riappropriarsi della totale sovranità dell’esercizio di voto.
Noi diciamo NO alle modifiche della Costituzione così come proposte in quanto non frutto di revisione ma un enorme graffio che mina le fondamenta della democrazia. Rispettiamo chi pensa di dire SI ma chiediamo che questa posizione resti un fatto puramente referendario espresso al di fuori dell’ANPI. Lo sforzo che è chiesto ai partigiani di ieri e di oggi è quello di dare vita ai comitati per il No e battersi affinchè la richiesta di referendum sulla legge elettorale chiamata Italicum, diventi un fatto reale e si faccia ogni sforzo ed ogni banchetto possibile per la raccolta delle 500.000 mila firme necessarie.
Nelle vallate dei 14 comuni aderenti alla unione dei comuni, si sono costituiti attraverso le sezioni ANPI, i comitati del NO, si stanno raccogliendo le firme ed il tempo rimasto è tiranno, entro il 20 Giugno si concluderà la raccolta a quel punto resterà solo il tempo per la conta.

Punti fissi dove trovare i banchetti o i luoghi dotati degli appositi moduli, sono:

nei giorni di lunedì e venerdi, in piazza Saffi a Forlì dalle ore 9,00 alle ore 12,30;

il giovedì sera dalle 19,30 alle 21,30 presso la sede ANPI in via Albicini, Forlì;

in ognuno dei 14 comuni dell’unione presso le segreterie o agli sportelli URP degli stessi in orario di apertura al pubblico.

Altre postazioni cosiddette volanti, possono trovarsi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o di interesse pubblico.

Rivolgiamo un appello a quanti vorranno collaborare nei 20 giorni rimanenti per la raccolta delle firme.

ANPI PROVINCIALE FORLì-CESENA : eletto nuovo Presidente e nuova Direzione

25 Maggio 2016

Forlì, 25.05.2016

ANPI PROVINCIALE FORLì-CESENA : eletto nuovo Presidente e nuova Direzione

Favali Tamer, 69 anni, nato a Villarotta di Forlì e residente in città, è il nuovo Presidente del Comitato Provinciale ANPI Forlì-Cesena.
Sabato 21 maggio il comitato direttivo insediato dal Congresso Provinciale svoltosi il 12 marzo u.s., lo ha eletto a scrutinio segreto con 37 voti favorevoli, 2 contrari, 3 astenuti, pari all’88% di consensi, dopo una lunga consultazione interna che ha coinvolto organismi dirigenti e molti iscritti e iscritte delle 12 Sezioni territoriali ANPI organizzate nella Provincia.
Subentra a Carlo Sarpieri, Presidente in carica anche di AUSER territoriale Cesenate, che resta negli organismi dirigenti ANPI ed è stato calorosamente salutato e ringraziato dal Comitato Direttivo per la lunga, impegnata, proficua opera di direzione svolta.
Favali Tamer, delegato al recente Congresso Nazionale ANPI, svoltosi a Rimini dal 12 al 15 maggio, conclusosi con l’approvazioni unanime del documento politico finale, è un convinto aderente della linea strategica congressuale, apprezza e sostiene pienamente la rigorosa, coerente Direzione del Presidente Nazionale Carlo Smuraglia e la collocazione dell’ANPI per il No al referendum previsto per il prossimo ottobre. Favali Tamer proviene da un’esperienza interamente dedicata al Sindacato. Per quarantatre anni (1972-2015) dei quali ventiquattro trascorsi lontano dal territorio Forlivese, ha diretto strutture importanti della CGIL: FILCEA Provinciale, FIOM Provinciale e Regionale, FILTEA Provinciale e Regionale. Rientrato a Forlì alla fine del 1991, dopo essere stato eletto Segretario Generale della Camera Confederale del Lavoro (1993-2003), ha diretto poi lo SPI Regionale e ha concluso l’esperienza sindacale governando per cinque anni una difficile situazione creatasi in CGIL a Piacenza, proprio nella fase piu’ alta di direzione politica del piacentino Pier Luigi Bersani.
Sabato 21 maggio il Direttivo ANPI ha eletto anche la nuova Segreteria Provinciale composta da 3 compagne e 4 compagni, una Responsabile Amministrativa, la Commissione dei Garanti composta da 7 compagni/e, il Collegio dei Sindaci Revisori dei conti, di 5 compagni/e e ha deciso la costituzione di una Presidenza onoraria del Comitato Direttivo stesso formata da tutti i Partigiani e le Partigiane ancora iscritti all’Associazione, con diritto di partecipazione diretta a tutte le attività degli organismi dirigenti. Favali Tamer non è iscritto ad alcun Partito. Vale anche la pena sottolineare che tutte le attività dell’ANPI e dei suoi organismi dirigenti si svolgono sulla base del piu’ totale volontariato.
Su questi aspetti particolari e per presentare anche i primi indirizzi operativi del nuovo gruppo dirigente, verrà prossimamente convocata una conferenza stampa.

Il Comitato Provinciale Forlì-Cesena

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Favali Tamer, 69 anni, nato a Villarotta di Forlì e residente in città, è il nuovo Presidente del Comitato Provinciale ANPI Forlì-Cesena.

Convocazione assemblea congressuale provinciale 16° Congresso ANPI

2 Marzo 2016

Forlì 24/02/2016

A tutti gli Associati ANPI membri del Comitato Provinciale ANPI Forlì-Cesena

OGGETTO: Convocazione assemblea congressuale provinciale

Con la presente si comunica la convocazione dell’assemblea congressuale ANPI Provinciale Forlì-Cesena
in prima convocazione venerdì 11 marzo 2016 h. 7,00 c/o la sede ANPI di Via Albicini 25 47121 Forlì

in seconda convocazione sabato 12 marzo 2016 alle ore 09.30
c/o Casa del Lavoratore Bussecchio Via Cerchia 96 Forlì

Verrà seguito il seguente ordine dei lavori:
ore 9.30 accreditamento delegati
– saluti di benvenuto
– Elezione del Presidente del Segretario e degli scrutatori dell’Assemblea
ore 10.15 costituzione delle seguenti commissioni:
a) Commissione politica per l’esame del Documento nazionale e di eventuali documenti di interesse locale;
b) Commissione elettorale per individuare le proposte per la nomina dei componenti del nuovo Comitato Provinciale;
c) Commissione per le attività amministrative e finanziarie
– ore 10.30 relazione del Presidente ANPI Comitato Provinciale
– Apertura della discussione
ore 12.30 Votazioni e conclusione assemblea

A conclusione del Congresso dovranno essere votati rispettivamente:

– il Documento Nazionale ed eventuali documenti di interesse locale, la composizione del Comitato Prov.le e del Collegio dei Revisori dei conti;i delegati al Congresso Nazionale

Inoltre si porta a conoscenza degli iscritti che il 16° Congresso Nazionale si svolgerà a RIMINI nel “Palacongressi” da giovedì 12 a domenica 15 maggio 2016.

Al termine verrà offerto ai delegati e agli ospiti un buffet.

Certi della Vs. partecipazione, inviamo cordiali saluti.

Carlo Sarpieri
Presidente ANPI Comitato Provinciale Forlì-Cesena