Archivio per giugno 2015

Cronache della Resistenza – 2015/N°3

29 giugno 2015

Cronache della Resistenza – Maggio/Giugno 2015/N°3

Sommario:

  • La forte astensione dal voto ci dice che la politica ha perso e che la democrazia è in pericolo – pag 2
  • Un monumento per Valdonetto – pag 2
  • I primi 100 anni del partigiano Giuliucci – pag 4
  • Maria Plozner Mentil “Anin senò chei biadaz ai murin encje di fan” – pag 4
  • Potere alla Parola “Almirante compilation” – pag 7
  • Dalla Svizzera con partigiano affetto – pag 10
  • La regione delle due ragioni – pag 11
  • Resisto perché esisto – pag 13
  • La ronda – pag 15
  • Ricordi e sottoscrizioni – pag 16

Sfoglia il PDF | Download | Vedi elenco uscite precedenti

Domenica 21 giugno 2015 12a Festa della Pace a Cà Malanca

16 giugno 2015

Domenica 21 Giugno alle ore 11:00 presso il Centro Residenziale Cà Malanca

12° Festa della Pace organizzata dalla Sezione Giuseppe Bartoli di Brisighella

Il programma prevede:

Presentazione del libro “Periferie: Terre Forti” con gli autori dell’opera Gaetano Alessi e Massimo Manzoli: quattro storie di periferie capaci di unire il Nord ed il Sud del nostro Paese grazie ad una sola parola: Resistenza. Quella capace di ridare dignità dove hanno prevalso il sopruso, la violenza, la corruzione e la mafiosità , la burocrazia sterile ed inumana, spesso la stupidità che rende ciechi, sordi e muti quando dovremmo invece essere presenti con tutti i nostri sensi, per salvare il nostro spazio di Bellezza e di Libertà.

Seguirà pranzo gestito dai volontari della sezione A.N.P.I. di Brisighella.

Nel pomeriggio avremo la performance teatrale “Gente dalla testa dura” (Piccola Opera Resistente) di Alberto Bedeschi. “Se… attraversi certi boschi, se intraprendi un cammino lungo certi sentieri forse con un poco d’immaginazione potresti sentir riecheggiare ancora le loro grida, le loro speranze; così provando a immedesimarti nella sofferenza delle loro gesta, arrivi ad una radura e con il cuore alla gola percepisci il pericolo, quel luogo per essi poteva rappresentare una minaccia d’imboscata… e se sei partigiano e stai vivendo nel 1944, cominci ad intuire che quel giorno la tua vita potrebbe spegnersi, che il tuo sangue versato per la libertà altrui richiama un inno feroce contro la violenza… e allora… da li a breve il fatalismo imminente prende il sopravvento per fare di un uomo un eroe. Questo racconto nella battaglia più estrema contro quell’epoca buia che fu il fascismo, parla di uomini che rischiarono tutto pur di restituirci la nostra dignità , la nostra libertà… per farci capire che non ci si deve mai arrendere …. e sempre lottare.”

I Lennon Kelly, che chiuderanno la giornata, sono un collettivo musicale nato da affinità umane e musicali, come raccontano gli stessi membri: “Lunga Vita al Re” (disco uscito quest’anno) è il risultato di un’amicizia tramutata in musica e di un ideale portato avanti con coerenza e passione, l’amore di scrivere e raccontare senza eccessi la normalità che paradossalmente non esiste più”. Sette musicisti, ricchi di storie ed ideali che uniscono il talento di Vasco ‘Batowski’ Abbondanza (voce e chitarra), Costantino ‘Roman’ Valentini (chitarra, banjo e voce), Alessandro ‘Pobre’ Valentini (basso), Mirco ‘Circoì’ Turci (violino), Enrico ‘Perry’ Ricci (fisarmonica), Cristofer ‘Cisti’ Graffieti (chitarra e banjo) e Davide ‘Dabbede’ Paci (batteria). Un gruppo che attraverso il folk porta in scena i temi di attualità in chiave alternativa ma non per questo meno credibile, a dimostrazione che, se supportati dalle giuste capacità, messaggi tanto forti possono essere veicolati attraverso un genere poco battuto.

Durante la giornata saranno attivi i banchetti dell’Associazione Italia-Cuba e di Emergency, oltre a quello A.N.P.I. con la vendita di libri e per tesseramento all’Associazione.

L’A.N.P.I. invita tutti a partecipare per condividere e sostenere i valori di pace e libertà che sono fattori fondamentali e imprescindibili della democrazia.

Ca’ Malanca (mt.721 s.l.m.), ove ha sede il Museo Storico della Resistenza, è raggiungibile anche a piedi per mezzo di vari percorsi segnalati.

La nostra proposta in collaborazione con le Guardie Ecologiche Volontarie di Faenza è la “Passeggiata della Memoria” con partenza dalla chiesa di Santa Maria in Purocielo alle ore 9:45.

Si percorrerà il Sentiero dei Partigiani con spiegazione storica della Battaglia di Purocielo a cura di Roberto Renzi dell’A.N.P.I. di Faenza.

Come si raggiunge Cà Malanca

Da Faenza (RA) seguire le indicazioni per Firenze, passare gli abitati di Errano, Brisighella, Fognano, Castellina, Casale, Strada Casale, S.Eufemia, San Cassiano; dopo il passaggio a livello girare a destra per San Martino in Gattara e, tenendo la propria destra, salire a Monte Romano e Croce Daniele, al ristorante tenere la destra e proseguire per altri 3 km, sino a giungere al parcheggio di Cà di Malanca.

Ricordiamo inoltre che da San Martino in Gattara sono visibili le indicazioni per il Museo della Resistenza di Ca’ Malanca.

L’evento fa parte della rassegna Buongiorno, Musica! per la Festa europea della Musica.

 

La forte astensione dal voto ci dice che la politica ha perso e che la democrazia è in pericolo

10 giugno 2015

La tornata elettorale del 31 maggio scorso, per quanto limitata a 7 regioni e ad un migliaio di comuni, presenta risultati significativi su cui è bene svolgere qualche riflessione.
La prima, la più importante e negativa, riguarda la percentuale di non votanti che raggiunge ormai la metà degli aventi diritto. Questo dato segnala un malessere profondo e dà la misura della distanza ormai abissale tra la domanda e l’offerta politica al punto di mettere a rischio la reale rappresentatività non solo delle formazioni politiche ma delle istituzioni.
La grande astensione dal voto del resto è l’effetto combinato di messaggi contradditori tra populismo e dirigismo che vengono dal mondo della politica: basti guardare ai contenuti della legge elettorale e della cosiddetta riforma del Parlamento caratterizzata da un restringimento sostanziale del potere di scelta dei cittadini, così come accade per la cosiddetta riforma della scuola dove il potere viene assegnato ad un solo dirigente e per la riforma della RAI di fatto assoggettata all’esecutivo.
In un Paese in cui il Governo non perde occasione per affermare la sua supremazia e per disconoscere il valore della rappresentanza sociale non può sorprendere che al momento del voto ci sia disaffezione, difficoltà a riconoscersi in una delle proposte politiche in campo.
La democrazia è un esercizio difficile, faticoso, che non ammette scorciatoie dirigiste in nome di una presunta maggiore efficienza del sistema.
In un sistema democratico l’efficienza si misura anche con il grado di partecipazione che si riesce a realizzare alle scelte, poiché ciò incide sulla sua efficacia e sul suo consolidamento.
Sono queste le ragioni che spingono l’ANPI ad esprimere la propria contrarietà alle ipotesi ed ai provvedimenti volti a modificare la Costituzione ed il sistema elettorale.
La seconda riflessione riguarda il merito del voto e cioè i risultati conseguiti dalle singole forze politiche. Ogni partito o movimento cerca di dimostrare di avere vinto, si ostenta soddisfazione da parte di tutti ed il paradosso è che ognuno può essere soddisfatto.
Il PD perché conquista 5 regioni su 7, il M5S perché diventa il secondo partito, la Lega perché ha una forte crescita, Forza Italia perché conquista la Liguria, e via festeggiando. Ma questa è solo una parte di verità.
In realtà il PD ha perso quasi 2milioni di voti, il M5S ne ha persi 900mila, Forza Italia è ridotto al 10 per cento. Solo la Lega può legittimamente dire di aver aumentato i propri voti (circa 700mila), frutto di un evidente travaso di Forza Italia (che ne perde 600mila).
In questo quadro non si può che rilevare con preoccupazione che le posizioni razziste e xenofobe che si collegano ai movimenti italiani ed europei della destra estrema, strumentalizzando le ansie e le preoccupazioni presenti nelle nostre comunità, fanno presa sui cittadini e vengono orientate verso soluzioni autoritarie, negatrici di diritti elementari per coloro che fuggono dalle guerra e dalla fame e per tutti i cittadini.
Quando manca la capacità politica di governare i processi in atto, è naturale che finiscano per prevalere atteggiamenti e posizioni di protesta. C’è dunque bisogno di una politica inclusiva che sappia unire economia e giustizia sociale, che faccia leva sulle risorse umane e sul lavoro per costruire una società più coesa, solidale, impegnata nella difesa dei beni comuni, rispettosa delle leggi in quanto consapevole del loro significato. Ed è allora che si capisce che c’è bisogno della partecipazione, per dare spazio a forme sempre più diffuse di cittadinanza attiva e di impegno solidale, di consolidare ed allargare il campo dei diritti individuali e collettivi, piuttosto che retrocederli sul piano di bisogni personali monetizzabili. A partire dal lavoro, che deve essere posto al centro dell’agenda del Governo in termini di allargamento delle opportunità di vita per ricomporre un percorso sociale che consenta ad ogni cittadino di definire un progetto per il futuro.
A questo obiettivo può contribuire la ridefinizione di un sistema pensionistico che, riconoscendo quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, recuperi le ingiustizie presenti nella Legge Fornero sia sul versante della flessibilità in uscita, sia su quello del rapporto tra contributi versati e pensioni erogate.

Carlo Sarpieri
Presidente dell’ANPI

Domenica 14 giugno a Pieve di Rivoschio: Terra e Memoria

3 giugno 2015

La Società attuale sembra aver reciso i legami con il proprio passato e con la natura.
La Resistenza determinò grandi cambiamenti, portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, a nuove e democratiche regole del vivere civile dopo venti anni di totalitarismo fascista.
Nuovi grandi rivolgimenti sono necessari. Questa volta al modello di sviluppo basato sullo sfrenato consumo di combustibili fossili e su uno stile di vita improntato a un pesante consumismo.
Il progetto Terra e Memoria e il percorso della memoria di Pieve di Rivoschio intendono riproporre la trasmissione dei valori della Resistenza, della Costituzione e la consapevolezza del legame fra l’uomo e la natura, fra l’uomo e l’ambiente, fra l’uomo e il lavoro come essenziali per costruire un futuro libero, equilibrato e sostenibile.

PROGRAMMA

Ore 9.45 Ritrovo a Pieve di Rivoschio
Saluto ai convenuti del sindaco di Sarsina Luigino Mengaccini e Carlo Sarpieri Presidente dell’ ANPI
Visita alla mostra: “Linea Gotica”
Ore 10.30 – 12.30 Camminata sui luoghi della Resistenza di Pieve di Rivoschio
Ore 12.30 Pranzo
Nei locali della Pro Loco si potrà pranzare al sacco; oppure secondo l’alimentazione Macrobiotica,
cucina con prodotti naturali e integrali, prenotando entro il sabato a Un Punto Macrobiotico
(€15 tel. 0545 64407); oppure con cucina casalinga prenotando al ristorante Caselli (€18 tel. 0547 693070)
Ore 14.30 Parco della Resistenza e della Pace:
La Memoria e il Presente
Intervento di Luigino Mengaccini Sindaco di Sarsina
Monia Giovannetti Presidente del Coordinamento Luoghi della Memoria
Ines Briganti Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea
di Forlì-Cesena
Ore 14.45 Pieve di Rivoschio e la Memoria Partigiana
Testimonianze di Giorgio Ceredi, Jader Miserocchi, Amalia Gemignani e Nara Lotti
Ore 15,30 Abitare La Montagna Ieri e Oggi
Testimonianze di Primo Botti (residente a Pastorale negli anni Quaranta), di Piero Petrini
e del giovanissimo Giovanni Baredi residenti a Pieve di Rivoschio
Ore 16.00 “Resistenza”
spettacolo di e con Paola Contini tratto dalle testimonianze delle donne e
delle bambine che hanno vissuto la Resistenza
Ore 17.00 Concerto della Band Top Folk “VICUVA”