Archivio per settembre 2017

“Occorre realizzare un largo fronte antifascista. L’ANPI proporrà un incontro ai partiti, movimenti, associazioni

26 settembre 2017

Il testo di un documento approvato il 15 settembre scorso dal Comitato nazionale ANPI

“Il Comitato Nazionale dell’ANPI, nella seduta del 14 settembre 2017, ha preso in attenta considerazione la tematica relativa alla escalation che si sta verificando da parte di movimenti neofascisti e razzisti, di cui il più recente esempio è l’intenzione di tenere una manifestazione nazionale proprio il 28 ottobre, data nefasta per tutti gli italiani che conoscono la storia.

Ha quindi ratificato e fatto proprio il documento approvato l’8 settembre dalla Segreteria nazionale sulla manifestazione del 28 ottobre di Forza Nuova, non solo chiedendo con forza che una simile manifestazione venga proibita da parte delle autorità competenti, ma anche invitando le proprie organizzazioni a fare in modo che quella giornata rappresenti comunque un momento corale e diffuso di informazione e conoscenza su ciò che quella data significa e quali sono state le nefaste conseguenze di vent’anni di fascismo.

Ritiene, peraltro, che in una materia così importante e carica di pericoli, sia necessario non solo lo sforzo di singole associazioni o partiti o movimenti, ma occorra realizzare l’unità di tutte le forze democratiche, per contrapporsi efficacemente, sul piano politico, giuridico, sociale e culturale, alle aberranti iniziative che stanno assumendo sempre maggiore consistenza non solo sulle piazze, ma anche sul web.

È necessario creare un fronte comune contro tutte le forme che il fascismo (non solo quello classico), può assumere nel nostro Paese e in Europa, costituendo un serio pericolo per la consistenza e la solidità della stessa democrazia.

L’ANPI, dunque, proporrà un incontro a tutte le forze democratiche, per valutare la possibilità della creazione, nelle forme che si potranno concordare, di un effettivo e concreto fronte comune, che impegni le Istituzioni e i cittadini a partecipare attivamente ad una battaglia che ci è imposta dalla Costituzione repubblicana, che è – lo ha detto efficacemente il Presidente della Repubblica – tutto il contrario di ciò che rappresenta e costituisce una qualsiasi forma o manifestazione di fascismo e/o razzismo.

È da quella sede unitaria che potranno derivare decisioni concordate anche per quanto riguarda la giornata del 28 ottobre. Per la quale, è opportuno ripeterlo, le nostre organizzazioni sono comunque, tutte, impegnate, ad essere in campo con ogni tipo di iniziativa politica e culturale”.

Il Comitato Nazionale ANPI

Roma, 15 settembre 2017

COMMEMORAZIONE DELL’ECCIDIO DELLE SODELLE (Santa Sofia)

26 settembre 2017

Venerdì 29 settembre alle ore 10:30, al Monumento della Memoria dell’Eccidio delle Sodelle, Torto di Sopra, Cà Belvedere e Pelucello, si terrà la COMMEMORAZIONE di quella strage nazifascista che si iscrive a tutte lettere in quella “guerra contro i civili” che ebbe il suo apice nel 1944. Guerra contro i civili che, nei poderi e località in Comune di Santa Sofia, avvenne dal 27 al 29 settembre ’44 e che comportò 13 uccisi e altri feriti (lasciati come morti). La strage avrebbe potuto essere di dimensioni superiori se le fiamme della Sodella non avessero messo in allarme parecchi abitanti che fuggirono. Purtroppo non potè fuggire Gianmaria Satanassi (74 anni) che, portando le sue bestie al pascolo, fu ferito -a distanza- da un cecchino tedesco e morì dissanguato il giorno successivo. La ferocia nazifascista si abbattè anche sulla moglie e sui proprietari del podere Torto di Sopra che furono uccisi mentre erano intenti a dare sepoltura a Gianmaria.Addirittura il 27 settembre,a Pelucello, fu ucciso Antonio Maria Pretolani perchè cercò di difendere la figlia dalla violenza dei soldati tedeschi.
L’eccidio fu a lungo “dimenticato” e solo nel 1994 fu ricordata in una cerimonia pubblica a Santa Sofia, dopo che il giornalista santasofiese Luciano Foglietta ne ebbe scritto più volte.
l’Anpi di Santa Sofia, assieme a quella di Galeata vollero avviare la Commemorazione nel 2007 e nel 2010 si arrivò alla costruzione dell’attuale Monumento dedicato alle 13 vittime, ma anche simbolo della volontà di voler mantenere la Memoria dell’episodio specifico, ma anche di tutte quelle mostruosità che costellarono arrivo, permanenza e ritirata dei nazifascisti in Italia. E’ anche un modo per riannodare il ricordo con le nuove generazioni attraverso un Luogo della Memoria, soprattutto in considerazione che i testimoni di quella strage sono sempre meno e fra qualche anno non ci saranno più per raccontare quelle tragiche vicende.
L’appuntamento a Collina di Pondo
La Commemorazione del 29 settembre -che vede coinvolti le ANPI di Santa Sofia, i Comuni di Santa Sofia e Galeata e la Coop Reduci Combattenti e Partigiani di Santa Sofia- si svolgerà vicino al Monumento, in località Collina di Pondo (Comune di Santa Sofia), con inizio alle ore 10:30. Saranno presenti rappresentanti dell’ANPI, Amministratori locali e Gianfranco Miro Gori, Presidente Provinciale ANPI.
Gli studenti dell’Istituto comprensivo di Santa Sofia deporranno una Corona.
NB – in caso di maltempo la Commemorazione si svolgerà nella Sala Sandro Pertini, piazzetta dietro il Municipio di Santa Sofia.

I LUOGHI DELLA RESISTENZA E I SEGNI DELLA MEMORIA

4 settembre 2017

Una Festa e un Sentiero per l’8^Brigata Garibaldi “Romagna”:
Strabatenza (Bagno di Romagna)
Di Liviana Rossi
Domenica 10 Settembre 2017, alle ore 10.45 si terrà, a Strabatenza, la settima edizione della Festa dedicata all’8^ Brigata Garibaldi “Romagna”.
La festa è promossa e organizzata dall’ANPI di Santa Sofia, dall’ANPI Alto Savio, dall’ANPI Provinciale di Forlì-Cesena e dai Comuni di Santa Sofia e di Bagno di Romagna, in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Romagna forlivese- Unione Montana, con la Regione Emilia Romagna e con il patrocinio dl Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Come di consueto, le celebrazioni avverranno presso il Monumento dedicato ai Partigiani dell’’8^ Brigata Garibaldi Romagna e presso la Chiesa di San Donato, al centro del borgo, la cui Canonica fu sede del Comando del Gruppo Brigate Romagna nel febbraio-aprile 1944 e da maggio fu sede del Comando dell’8^ Brigata Garibaldi “Romagna”2a Zona.

La manifestazione sarà introdotta da Liviana Rossi, Presidente dell’A.N.P.I di Santa Sofia, seguiranno i saluti del Sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini e del Sindaco di Santa Sofia, Daniele Valbonesi. Interverranno poi Gianfranco Miro Gori, Presidente dell’ANPI Provinciale Forlì-Cesena; Paola Gazzolo, Assessore all’Ambiente, Montagna e Forestazione della Regione Emilia Romagna eClaudio Maderloni della Segreteria Nazionale ANPI.
Alle ore 13.00 è previsto il pranzo con possibilità di prenotarsi all’arrivo, cui seguirà il concerto del gruppo “Briaca Banda”.

Novità di quest’anno, l’inaugurazione del “Sentiero del Partigiano”, dedicato alla memoria di Giorgio Ceredi, scomparso nel luglio dello scorso anno, promotore della realizzazione, nel 2010, del monumento e della festa dedicati ai Partigiani dell’8^ Brigata Garibaldi “Romagna”.
Ceredi prese parte alla lotta partigiana col nome di battaglia di “Janosik” ( nome mutuato dalla figura di un eroe popolare Slovacco, Juraj Janosik, 1688-1713, noto per essere stato una sorta di “Robin Hood” dell’Est Europa) e fu Commissario politico del II Distaccamento, 2a Zona, che operò proprio in queste montagne.
Dopo la Liberazione fu un politico e un amministratore rigoroso e appassionato; in particolare dal 1977 al 1990 fu Consigliere regionale e Assessore regionale all’Agricoltura e all’Alimentazione, incarico nel quale si distinse per avere sostenuto la ricerca e lo sviluppo della produzione integrata e biologica, ottenendo, per questo, anche il premio Malatesta Novello.
Perché proprio un sentiero per ricordarlo? Giorgio non amava particolarmente le cerimonie, infatti, il suo funerale è stato celebrato in forma privata, ma ha voluto che le sue ceneri ritornassero a Strabatenza, in quei luoghi che lo videro in gioventù combattere per la Liberazione dai nazifascisti, in quella terra, alla quale è sempre rimasto fortemente legato, dove è riuscito a realizzare i sogni e gli ideali che poi l’hanno guidato per tutta la vita.
Ecco perché abbiamo voluto dedicare questo sentiero a Giorgio Ceredi.

Il recupero del percorso che i Partigiani dell’8^ Brigata Garibaldi “Romagna” facevano per portare a termine azioni di guerriglia o di perlustrazione della zona, non ha uno scopo solo celebrativo, ma ha anche e, soprattutto, una finalità storica, divulgativa e didattica: un sentiero da percorrere per conoscere, capire e ricordare.
Il sentiero, infatti, aiuta a mettere a fuoco, in maniera concreta, la vita quotidiana e le vicende dei componenti la Brigata ed aiuta ad inquadrare gli studi storici in un territorio preciso.
I numerosi studi sulla guerra partigiana, puntualmente confermati dai testimoni diretti, quale anche Ceredi è stato, sottolineano come le azioni delle brigate partigiane fossero indissolubilmente legate al rapporto istaurato con i contadini di queste terre, senza l’aiuto dei quali la sopravvivenza stessa del movimento partigiano non sarebbe stata possibile.
Di qui l’importanza di iniziare a riattivare la rete di quei sentieri, perché il sentiero rappresentava un collegamento vitale, in particolare quello fra i poderi della civiltà rurale e l’indispensabile via di fuga e protezione dei partigiani attestati sulla linea Gotica.
Più in generale il significato, il senso profondo di questa operazione è, in sostanza, recuperare, rispettare e mantenere vivo il passato.
Ritrovare e ripristinare gli antichi sentieri permette di valorizzare il territorio anche da altri punti di vista.
Innanzitutto, il punto di vista storico, relativo al periodo della guerra di Liberazione, si collega a quello storico-etnografico, più ampio, relativo alla civiltà contadina dell’Appennino Tosco Romagnolo, scomparsa oramai da un cinquantennio. Infatti la riscoperta e la valorizzazione degli antichi sentieri e delle mulattiere, in buona parte perduti o ricoperti dalla vegetazione, permetterebbe uno sguardo più consapevole e concreto sulla vita degli antichi abitanti dell’Appennino , molto utile anche allo studio di questi temi.
Un altro aspetto di grande importanza è quello naturalistico. Gli Appennini tosco-romagnoli sono, infatti, un patrimonio di enorme interesse anche da questo punto di vista, in quanto offrono una biodiversità che colloca il Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna tra le riserve naturali più significative d’Europa.
Infine, un recupero di questi sentieri può senza dubbio, rappresentare un elemento di grande interesse dal punto di vista turistico: segnalare e render praticabili i sentieri viene incontro alle esigenze di una sempre più diffusa passione per il trekking, per la Mountain Bike e per le camminate.
Si tratta di un turismo consapevole, rispettoso della natura e dei luoghi che può tradursi anche in una risorsa economica.

Il percorso del “Sentiero del Partigiano”, costituito da sentieri ripristinati e resi più agevoli da recenti interventi di forestazione, tocca i luoghi chiave, sia simbolici che effettivi, dello stanziamento del raggruppamento della 2° Zona dell’8^ Brigata Garibaldi “Romagna”.
Si parte dal Monumento ai Partigiani dell’8^ Brigata Garibaldi , realizzato nel 2010, per arrivare alla località Ca’ i Fondi, poi la Casaccia ( sede del II Distaccamento della 2° Zona), Ca’ del Tosco, Ca’ Palaino, Trappisa di Sopra, la “Salgheda” (antica strada che da Poggio la Lastra portava alla “Villa”, centro del paese di Strabatenza ), la Canonica della chiesa di San Donato, prima sede del Comando Gruppo Brigate “Romagna” nel febbraio – aprile 1944 e da maggio sede del Comando dell’8^ Brigata Garibaldi “Romagna” 2° Zona.