Sezione ANPI Val Montone “Uguaglianza”

13 novembre 2017 Lascia un commento »

Intervento letto in occasione del’incontro di venerdì 10 novembre a Dovadola per celebrare l’anniversario della Liberazione di Dovadola (1944)

ABBIAMO VOLUTO DEDICARE LA NOSTRA SEZIONE A UNO DEI PRINCIPALI DEI DIRITTI FONDAMENTALI SU CUI SI FONDA, DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE, LA L’IDEA STESSA DI DEMOCRAZIA.

ABBIAMO VOLUTO CHIAMARCI “UGUAGLIANZA”.

NON PERCHE’ PENSIAMO CHE AL MONDO TUTTI DEBBANO ESSERE UGUALI, ANZI IN UN CERTO SENSO INTENDIAMO SOSTENERE L’ESATTO OPPOSTO.

CREDIAMO CIOE’ CHE OGNI DONNA E OGNI UOMO SIANO DIVERSI A CHIUNQUE ALTRO E CHE QUESTA DIVERSITA’, CHE OGNI DIVERSITA’, RAPPRESENTI UNA ENORME RICCHEZZA PER L’INTERA UMANITA’, UNA MERAVIGLIOSA RISORSA DI INTELLIGENZE E DI CREATIVITA’ E DI BIOLOGA ALLA QUALE ATTINGERE E SULLA QUALE FONDARE I SISTEMI SOCIALI.

TUTTI MERAVIGLIOSAMENTE DIVERSI E AL CONTEMPO TUTTI TITOLARI DEI MEDESIMI DIRITTI. UGUALI PORTATORI DI DIRITTI.

UGUAGLIANZA DEI DIRITTI DELLA PERSONA PER OGNI SINGOLO INDIVIDUO QUI E OVUNQUE NEL MONDO QUESTO E’ IL SIGNIFICATO DEL NOME CHE ABBIAMO VOLUTO DARCI.

DIRITTO ALLA SALUTE, DIRITTO AL LAVORO, DIRITTO DI ACCESSO ALL’ ISTRUZIONE, DIRITTO AD UNA ABITAZIONE ADEGUATA, DIRITTO DI ACCESSO ALLE RISORSE PRIMARIE COME CIBO E ACQUA, MA ANCHE DIRITTO DI ACCESSO ALLA CULTURA E ALL’ARTE, A UN TEMPO ADEGUATO DI RIPOSO E DI SVAGO, DIRITTO DI ACCESSO ALLA MUSICA, DIRITTO AD UNA VITA DIGNITOSA, DIRITTO DI ASPIRARE ALLA FELICITA’ PER SÉ STESSI E PER I PROPRI FIGLI.

QUESTO È QUANTO INTENDIAMO PER UGUAGLIANZA. È QUESTO IL SOGNO CHE GUIDA IL NOSTRO IMPEGNO DI ANTIFASCISTI E DI DEMOCRATICI.

 

IN VERITA C’E’ UN SECONDO MOTIVO CHE CI HA PORTATO ALLA SCELTA DI QUESTO NOME.

E’ IL RICHIAMO ESPLICITO, DICHIARATO COME QUELLO PER UN AMORE INCONTENIBILE, ALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA.

È ALLA CARTA COSTITUZIONALE CHE ABBIAMO VOLUTO LEGARE IL NOSTRO NOME. COME SE FOSSE UN GIURAMENTO DI FEDELTA’, UNA PROMESSA DI VOLONTARIA E COSCIENTE SOTTOMISSIONE ALLA SUA BELLEZZA. ALLA SUA CAPACITA’ DI IMMAGINARE LA POSSIBILITA’ DI UN MONDO MIGLIORE.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

SAREBBE PERO’ UN ERRORE IMPERDONABILE PENSARE CHE QUESTA COSTITUZIONE SIA DEFINITIVAMENTE ACQUISITA E AL SICURO DA ATTACCHI IN CAMPO APERTO, DA GUERRIGLIE PIU O MENO DICHIARATE, DA TENTATIVI DI REVISIONE E STRAVOLGIMENTI.

IL NOSTRO IMPEGNO VA DUNQUE IN DIFESA DI QUESTA COSTITUZIONE.

LA LEGGE LETTORALE APPENA APPROVATA È SOLO L’ULTIMO DEGLI ESEMPI DI TRASGRESSIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI. NON È NOSTRO COMPITO DICHIARARE QUESTA LEGGE ELETTORALE INCOSTITUZIONALE O ANTICOSTITUZIONALE, NON È QUESTO IL NOSTRO MESTIERE. POSSIAMO PERO ESPRIMERE CON FORZA LA NOSTRA OPINIONE: QUESTA E’ UNA LEGGE CHE MINA E VIOLA LO SPIRITO DEMOCRATICO DELLA CARTA COSTITUZIONALE.

PER DUE MOTIVI: IL PRIMO È CHE IMPEDISCE LA LIBERA ESPRESSIONE DELLA VOLONTA’ DI SCELTA DELL’ELETTORE QUANDO NON PREVEDE LA POSSIBILITA’ DI VOTARE PER IL CANDITATO PREFERITO.

IL SECONDO È CHE VINCOLA DEFINITIVAMENTE GLI ELETTI ALLE DIREZIONI DEI PARTITI CHE LI HANNO CANDIDATI PIUTTOSTO CHE AI LORO ELETTORI. CON TANTI SALUTI ALL’ART. 67 DELLA COSTITUZIONE E ALLA LIBERTA’ DI MANDATO.

NON DIMENTICHIAMO INOLTRE CHE QUESTA COSTITUZIONE È TUTTORA LARGAMENTE DISATTESA E IN ATTESA CHE IL DISEGNO DI SOCIETA’ DEMOCRATICA AVANZATA CHE CONTIENE POSSA DIVENIRE REALTA’. IL NOSTRO IMPEGNO VA NELLA DIREZIONE DI UNA SUA PIENA ATTUAZIONE.

QUELLO CHE STA ACCADENDO NELLA VICINA PREDAPPIO MERITA PARTICOLARE ATTENZIONE.

IN QUEL COMUNE È DA ANNI RADICATO E FIORENTE IL COMMERCIO DI GADGET, ABBIGLIAMENTO E MATERIALI DI OGNI GENERE CHE INNEGGIANO SPUDORATAMENTE AL FASCISMO E AL NAZISMO.

IN QUEI NEGOZI SI VENDE OGGETTISTICA CHE ESALTA LA BELLEZZA DELLA GUERRA, DEGLI IDEALI RAZZISTI E ANTISEMITI. OGNI ANNO PREDAPPIO È PIU’ VOLTE OGGETTO DI PELLEGRINAGGI IN CUI NOSTALGICI DEL REGIME E NEOFASCISTI SFILANO PUBBLICAMENTE IN CAMICIA NERA OSTENTANDO OGNI VOMITEVOLE SIMBOLOGIA FASCISTA. NELL’INDIFFERENZA GENERALE. PARE CHE QUESTA SITUAZIONE SIA DEFINITIVAMENTE ACCETTATA E NORMALIZZATA. PARE CHE IL CIRCUITO ECONOMICO INDOTTO DAI PELLEGRINAGGI ABBIA DEFINITIVAMENTE IMPOSTO LA LEGGE DELLA CONVENIENZA SOPRA A QUELLA DELLA RAGIONE E DEL BUON SENSO.    SI SPRECANO ARDITE POSIZIONI DI SDRAMMATIZZAZIONE E DI MINIMIZZAZIONE DEL FENOMENO. INTANTO I NEOFASCISTI DI CASA POUND CON L’APPOGGIO DELLA MAFIA LOCALE SFIORANO IL 10% ALLE ELEZIONI LOCALI DI OSTIA. E I LORO COMPARI MAFIOSI MALMENANO GIORNALISTI DAVANTI ALLE TELECAMERE.

DI QUESTA SITUAZIONE NOI NON RIUSCIREMO MAI A FARCENE UNA RAGIONE.

NON ESISTE, DA PARTE DELLE ISTITUZIONI LOCALI, NESSUN SEGNO DI REAZIONE CREDIBILE A QUANTO STA ACCADENDO A PREDAPPIO. SI PARLA ANZI DI RIACCENDERE IL FARO A ROCCA DELLE CAMINATE RIPRISTINANDO UN RITO DI REGIME.

SI VUOLE UTILIZZARE LA EX CASA DEL FASCIO PER LA REALIZZAZIONE DI UN CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA/MUSEO O ALTRO ANCORA. SENZA PORSI IL PROBLEMA DI COSA GLI STA SUCCEDENDO ATTORNO E SOPRATTUTTO RIFIUTANDO DI ESPLICITARE IL PROPRIO CARATTERE.

NOI PENSIAMO CHE, NELLA SITUAZIONE ATTUALE DI PREDAPPIO, UNA ISTITUZIONE DI QUESTO GENERE TROVI LA SUA RAGIONE DI ESISTERE SOLO SE LEGA IL SUO NOME E IL SUO AGIRE SU MOTIVAZIONI ANTIFASCISTE, ANTITOTALITARIE E PACIFISTE. ALTRIMENTI NON SERVE.

I CADUTI DOVADOLESI NELLA LOTTA ANTIFASCISTA

Ubaldo Tassinari, comunista, cadde in difesa della Repubblica Spagnola;

Luigi Grandi, capo lega di Dovadola, assassinato dai fascisti il 10 ottobre 1922 a soli 18 anni;

Duilio Piazza, gappista, ucciso e gettato in una fossa comune il 30 settembre 1944; Francesco Scotti, Gappista, ucciso a tradimento il 1 agosto 1944;

Angelo Fregnani, ucciso a Vecchiazzano il 7 novembre 1944;

Paolo Ansaloni, rastrellato nell’ottobre 1944 fu deportato a Mauthausen e vi morì nel 1945 ;

Primo Cai, medaglia d’oro al valor militare, caduto il 23 settembre del 1943 a Cefalonia combattendo contro i tedeschi con la Divisione Acqui.

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