Archivio per febbraio 2013

Resistenti DOC | Mercoledì 27 Febbraio proiezione “Bandite” presso la Sala Polivalente Koinè a Forlì

26 febbraio 2013

Mercoledì 27 Febbraio 2013 dalle ore 21:00, secondo incontro della rassegna itinerante “Resistenti DOC – Storie in tempi di guerra” con la proiezione del documentario “Bandite” (52′, Italia – 2009) regia di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini, presso Sala Polivalente Koinè – Via Valverde 15 Forlì (traversa di Corso Diaz)

Interverranno all’evento Mara Valdinosi, studiosa dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena, e una rappresentante dell’associazione Unione Donne in Italia (UDI) di Forlì.

Il documentario Bandite restituisce alla storia della Resistenza italiana, quella lotta di liberazione che fu anche espressione di parità e di eguaglianza tra i generi, quel momento in cui le donne escono dal ruolo storico di madre, casalinga e sposa per assumere quello di bandita, clandestina, partigiana. Le donne non furono, come la storiografia ufficiale ci riporta, solo assistenti dei partigiani, cuoche o infermiere, in molte furono guerrigliere, pronte ad imbracciare le armi per la liberazione di tutti e tutte. Non solo il recupero di una parte della memoria storica, spesso lasciata nell’oblio, ma anche una sua ri-contestualizzazione per l’analisi del presente e come esempio per il rinnovamento sociale e politico del futuro.

Durante la serata sarà possibile iscriversi all’ANPI ed acquistare la copia DVD del documentario.

Ingresso gratuito

Eventi Facebook: http://www.facebook.com/events/419862681422515/

Per aggiornamenti: http://www.facebook.com/anpiforlicesena

Sito ufficiale: http://www.bandite.org/

Ferma condanna dell’azione condotta da Forza Nuova nella notte tra il 20 e il 21 febbraio

23 febbraio 2013

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia condanna con fermezza il delirante volantino che Forza Nuova ha appeso di fronte ad alcune attività commerciali di proprietà di immigrati, che invitava gli stranieri a tornare a casa loro, e il relativo comunicato farneticante di rivendicazione:

” Forza Nuova, lontana anni luce da sentimenti xenofobi leghisti e da facili moralismi di liberali, comunisti e di parte del mondo cattolico, ritiene che l’unico vero modo per aiutare le popolazioni del sud del mondo sia quello di investire risorse economiche, umane e professionali direttamente nei paesi in via di sviluppo, per risollevare quelle terre per decenni schiacciate da comunismo e iper capitalismo. Forza Nuova, con questa azione diretta, parla agli stranieri presenti sul territorio nazionale invitandoli a tornare immediatamente ai loro paesi di origine. Da oggi in poi Forza Nuova impedirà, con tutte le proprie forze e al limite della legalità, la nuova creazione e l’insediamento di micro/macro “little africa” o “little asia” nelle città, mentre si impegnerà, con ancora maggiori energie, a fornire aiuti e beni di prima necessità alle popolazioni straniere che vivono nei propri paesi d’origine. “In Italia, prima gli italiani “ “

Fermo restando che saremmo felici se i militanti di Forza Nuova andassero ad aiutare le popolazioni straniere nei loro paesi, possibilmente a lungo, continuiamo a pensare che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.“ come recita l’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza.

Rimaniamo allibiti, di fronte a qualche commento sui social network, che giustificano queste azione come ragazzate, o peggio, come espressione di un pensiero condiviso.

La condanna non può essere che totale, forte, incondizionata. Il razzismo che emerge dalle parole dei forzanuovisti va combattuto perchè da questi prodromi nacquero le leggi razziali in Italia, vergogna che ancora pesa sul nostro paese.

Ma soprattutto ci genera ribrezzo quel “con tutte le proprie forze e al limite della legalità” . Perchè ci vengono in mente le immagini della notte dei cristalli, il 9 novembre 1938 quando i nazisti distrussero le vetrine dei negozi gestiti da ebrei. Coloro che non ricordano il passato sono condannati a riviverlo, è questa memoria storica che ci assumiamo, come ANPI il dovere di conservare, stigmatizzando gli attacchi ai valori comuni a tutte le forze democratiche. Insieme al nostro impegno che valse allora per i fascisti e che vale oggi per i loro nipoti.

Non si illudano :

AI NOSTRI POSTI CI RITROVERAI,

MORTI E VIVI CON LO STESSO IMPEGNO

POPOLO SERRATO INTORNO AL MONUMENTO

CHE SI CHIAMA ORA E SEMPRE

RESISTENZA.

Lodovico Zanetti
ANPI Forlì

 

Vetrine di un negozio di proprietà di ebrei distrutte durante la notte dei cristalli

Elezioni politiche 2013: il valore di una scelta

22 febbraio 2013

Le elezioni politiche si svolgono in uno dei momenti più difficili dell’Italia
repubblicana e portano con sé il senso dell’attesa e della speranza per un rilancio
delle opportunità di sviluppo del nostro Paese e, nello stesso tempo, le
preoccupazioni di un possibile e definitivo decadimento del suo livello civile e
sociale. Molta parte delle difficoltà che l’Italia sta attraversando trovano una
motivazione negli effetti di una crisi che riguarda l’Europa e gran parte del mondo e
che segnala il fallimento del modello liberista ed, in particolare, dell’idea che il
dominio della speculazione finanziaria rispetto alle attività preposte alla produzione
della ricchezza avesse potuto rappresentare un’utile occasione per rispondere alle
esigenze dello sviluppo e della crescita della qualità della vita per tutti.

La realtà dei fatti ci ha dimostrato il totale fallimento di questa teoria e ha messo in
luce il grave danno che essa ha prodotto nella condizione di vita di milioni di persone
e nell’organizzazione dei sistemi produttivi e nel progressivo indebolimento della
politica come strumento e luogo pubblico di regolazione dell’economia e dei mercati
lasciando spazio a forme sempre più pesanti di privatizzazione del governo delle
politiche economiche e finanziarie. Ciò è apparso evidente prima di tutto a livello
dell’Unione Europea dove le forze politiche di maggioranza non sono state in grado
di contrastare questo processo dando luogo a politiche restrittive tali da
ridimensionare fortemente i consumi e la produzione piuttosto che attivare politiche
di crescita sostenibile.

In Italia la situazione è diventata ancora più grave per effetto dei limiti strutturali e di
un livello di indebitamento pubblico di dimensioni tali da rappresentare un forte
ostacolo per la credibilità internazionale del Paese. Per troppo tempo in Italia non
sono state adottate le misure di riforma che erano necessarie alimentando anzi un
progressivo indebolimento dei sistemi di garanzia e di controllo che insieme ad una
limitazione sempre più forte del grado di partecipazione democratica e delle forme
della rappresentanza, rendendo così possibile un crescente degrado etico
nell’amministrazione pubblica e nella politica. Si è giunti sull’orlo del baratro. A
questo ci ha portato il governo Berlusconi e, come spesso accade, quando ci si trova
nell’emergenza estrema si è stati costretti ad intervenire con iniziative straordinarie
come la nascita di un Governo tecnico che ha potuto mettere in atto misure di
contenimento che hanno finito per appesantire ulteriormente il quadro economico e
sociale del Paese.

Le conseguenze di tutto questo sulle condizioni materiali di vita degli italiani sono
impressionanti: nel mondo del lavoro e dell’impresa, nel sistema formativo e della
ricerca, nel sistema sanitario e sulla qualità delle risorse ambientali e culturali, nella

percezione del degrado e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica, in
ogni aspetto della vita individuale e collettiva noi vediamo i segni di un forte declino
del Paese tale da richiedere uno scatto, una svolta, la messa in campo di energie
nuove, delle risorse migliori del sapere e della cultura, del lavoro e dell’impresa, della
solidarietà sociale e della sensibilità delle donne. Bisogna essere coscienti del fatto
che non si tratta soltanto di eleggere un nuovo Parlamento e di formare un nuovo
Governo ma si tratta di dare vita ad una fase di cambiamento radicale che, pur nei
limiti imposti dagli impegni internazionali, si muova secondo un progetto politico
chiaro sul quale ci si possa impegnare per un lungo periodo.
Si tratta di essere consapevoli che tale progetto dovrà porsi il tema della crescita e
dello sviluppo secondo parametri e finalità diverse rispetto a quelle che ci hanno
portato nella situazione attuale rivedendo sostanzialmente le priorità, i modelli di
consumo, i criteri d’uso delle risorse, avendo chiari i bisogni veri delle persone e
limiti delle risorse naturali disponibili.

Per l’ANPI e per i valori che essa rappresenta, il progetto politico da assumere come
riferimento dovrà essere quello che avrà come obiettivi fondamentali il lavoro,
l’uguaglianza di fronte alla legge e delle opportunità di crescita personale,
l’applicazione del principio di solidarietà per cui ciascuno dà in proporzione alla
ricchezza che possiede, la scuola, la cultura, l’ambiente, la salute come beni comuni,
la pace, l’antifascismo, la democrazia come opportunità di relazioni costruttive e
positive tra le persone e tra i popoli. Sono i principi e i valori che sono scritti nella
nostra Costituzione e per cui si sono battuti e sono morti tanti ragazzi e tante ragazze
nell’esperienza drammatica ma straordinariamente feconda della Resistenza e della
lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai giovani e ai meno giovani di oggi non
chiediamo di imbracciare il fucile (ne avrebbero volentieri fatto a meno anche i
giovani di allora) ma di usare fino in fondo e con convinzione gli strumenti della
democrazia, a partire dal voto, per poi riappropriarsi della politica perché essa torni
ad essere luogo ed occasione di confronto e di formazione di un progetto collettivo
cui dedicare parte della propria esistenza e di realizzare la propria crescita civile.

Ai partiti chiediamo di essere protagonisti e di non rinunciare al ruolo ad essi
assegnato dalla Costituzione poiché la democrazia rappresentativa non vive senza gli
strumenti fondamentali della partecipazione: si occupino più di progetti e meno di
gestione, siano inclusivi e non personalisti, si preoccupino di beni comuni piuttosto
che di interessi particolari, si impegnino a contribuire alla crescita di una cultura
politica che sappia coinvolgere tutte le risorse umane, culturali e materiali per il
progresso sociale e civile. Ai nostri iscritti, agli antifascisti e ai cittadini democratici
rivolgiamo dunque il nostro appello perché nemmeno un voto vada perduto, perché la
democrazia possa celebrare la sua festa nell’esercizio del voto, frutto della lotta delle
generazioni che ci hanno preceduto e strumento utile per costruire il futuro.

Nuove sottoscrizioni all’appello dell’ANPI per il voto del 24 e 25 Febbraio 2013

19 febbraio 2013

I CANDIDATI AL SENATO DELLA REPUBBLICA MAURO MOLARI (Movimento Cinque Stelle) e ELENA TONI (PD) SOTTOSCRIVONO APPELLO ANPI

In data odierna riceviamo notizia che i candidati al Senato della Repubblica MAURO MOLARI (Movimento Cinque Stelle) e ELENA TONI (PD) hanno aderito all’appello
Per un’Italia rinnovata, nei valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione” lanciato dall’ANPI in occasione del voto del 24 e 25 Febbraio 2013. Nel documento, rivolto ai partiti, alle istituzioni e ai cittadini italiani, ANPI richiama l’impegno dei candidati su alcuni valori di fondo nel quadro di un rafforzamento degli spazi e degli strumenti della partecipazione democratica in attuazione della Costituzione:

– il rigore morale, la trasparenza e la buona politica;

– l’impegno contro la corruzione e contro ogni tipo di mafia;

– l’impegno diffuso contro ogni tipo di razzismo e di discriminazione;

– l’impegno contro i tentativi di revisionismo storico e i rigurgiti di fascismo e nazismo;

– la libertà, l’uguaglianza e la dignità delle donne contro ogni violenza;

– il lavoro e la sua sicurezza come priorità assoluta dell’azione pubblica e privata;

– la scuola, la formazione e la ricerca come strumenti fondamentali per una crescita di tipo nuovo e più avanzato per le persone e per le imprese;

– le risorse ambientali, la salute ed il benessere sociale intesi come beni comuni e come base e finalità dello sviluppo.

AGGIORNAMENTI

20/02/2013

LA CANDIDATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI GIANCARLA GREMENTIERI (SEL)  SOTTOSCRIVE  APPELLO ANPI

In data odierna riceviamo notizia che la candidata alla Camera dei Deputati GIANCARLA GREMENTIERI (SEL) ha aderito all’appello

21/02/2013

LA CANDIDATA AL SENATO DELLA REPUBBLICA MARISA FABBRI (SEL)  SOTTOSCRIVE  APPELLO ANPI

In data odierna riceviamo notizia che la candidata al Senato della Repubblica MARISA FABBRI (SEL)   ha aderito all’appello ANPI 

Appello dell’ANPI per un voto che rigeneri il Paese

18 febbraio 2013

Antonio Ingroia candidato Premier lista Rivoluzione Civile, Tommaso Montebello, Paola Piazzi, Daniele Piovaccari e Michele Dotti candidati alla Camera dei Deputati , Liana Angelini candidata al Senato della Repubblica, (Rivoluzione Civile), Dario Franceschini e Sandro Gozi (PD) SOTTOSCRIVONO APPELLO E PETIZIONE ANPI

 

Sabato 16.02.2013 durante l’iniziativa svoltasi nel Salone Comunale a Forlì i candidati alle elezioni Antonio Ingroia, Tommaso Montebello, Paola Piazzi, Daniele Piovaccari e Michele Dotti candidati alla Camera dei Deputati, Liana Angelini candidata al Senato (Rivoluzione Civile) hanno incontrato il Presidente Carlo Sarpieri che ha illustrato loro l’appello lanciato dall’ANPI nazionale in occasione del voto.

Il Presidente Carlo Sarpieri ha illustrato il documento con il quale l’ANPI richiama l’impegno dei candidati su alcuni valori di fondo nel quadro di un rafforzamento degli spazi e degli strumenti della partecipazione democratica in attuazione della Costituzione.

Nel pomeriggio durante un’iniziativa a Savignano l’Anpi ha incontrato i candidati Dario Franceschini e Sandro Gozi (PD).

Il Presidente Carlo Sarpieri ha posto all’attenzione di tutti i candidati la petizione lanciata dall’ANPI nazionale per ottenere la piena pubblicità dei documenti trovati negli “armadi della vergogna” nonché la ripresa o completamento delle indagini sulle stragi nazifasciste ancora impunite, nella convinzione che la memoria di quegli orrendi misfatti debba anche rendere giustizia a coloro che, con il loro sacrificio, hanno reso possibile la creazione di uno Stato nuovo, repubblicano, democratico ed antifascista come delineato dalla nostra Costituzione.

I candidati tutti hanno espresso piena e totale condivisione del documento ANPI facendo propri gli impegni in esso contenuti; nello stesso tempo hanno posto la loro firma alla petizione sulle stragi impunite.

Ricordiamo che, nei giorni precedenti, anche i candidati alla Camera dei Deputati Marco Di Maio, Enzo Lattuca, Gianluca Masini (PD) e le candidate al Senato Mara Valdinosi (PD) e Oriana Casadei (SEL) avevano sottoscritto l’appello.

Incontro con i candidati alle elezioni politiche 2013 – Savignano

13 febbraio 2013

Giovedì 14 Febbraio 2013 ore 15.00 presso la Sala Allende – C.so Vendemini 18 Savignano

si terrà l’incontro:

“I VALORI DELLA RESISTENZA NEL PROGETTO DI RINASCITA DELL’ITALIA”

ore 15.00 – Proiezione del documentario “A BAGNILE VIVEVAN GLI EROI”. Presentato da MARA VALDINOSI (Sociologa, Ricercatrice storia locale Collaboratrice dell’Istituto storico della Resistenza Forlì-Cesena)

ore 16.00 – Intervengono CARLO SARPIERI (Presidente Provinciale ANPI Forlì-Cesena) e GABRIELLA DIONIGI (Seg.ia Reg.le SPI (Sindacato Pensionati) CGIL E.R.)

ore 16.30 – Intervento dei candidati e dibattito

La cittadinanza è invitata.

 

Resistenti DOC | Prima proiezione con “A Bagnile vivevan gli eroi” presso Libreria Mondadori Cesena

8 febbraio 2013

Domenica 10 Febbraio 2013 dalle ore 17:00, primo incontro della rassegna itinerante “Resistenti DOC – Storie in tempi di guerra” con la proiezione del documentario “A Bagnile vivevan gli eroi” (35′, Italia – 2012) regia di Michelangelo Pasini, presso Libreria Mondadori – Viale Carducci 27 Cesena (zona Barriera).

A seguire, Alberto Baraghini proporrà la lettura “Assalto alla Rocca”, basata sulle testimonianze dell’eroica incursione partigiana nel carcere Malatestiano di Cesena durante l’anno 1944.

Sinossi:
“A Bagnile vivevan gli eroi” è il titolo della poesia che ricorda i drammatici fatti accaduti nella piccola frazione di Bagnile, nel cuore della bassa pianura cesenate, durante il Passaggio del Fronte, anno 1944.
Un gruppo di ragazzi del luogo intervista i propri nonni e gli anziani del paese documentando la memoria storica di una comunità contadina che è stata vittima e testimone delle piccole grandi tragedie che affollano la Storia della Seconda Guerra Mondiale.

Coprodotto da Circolo ARCI Bagnile e Sunset Comunicazione di Forlì.

Durante la serata sarà possibile iscriversi all’ANPI .

Ingresso gratuito

 

Eventi Facebook:
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ANPI per politiche 2013

5 febbraio 2013

L’invito che l’ANPI fa in occasione delle elezioni politiche italiane del 24/25 febbraio 2013.

 

 

 

Lettera del Presidente Carlo Sarpieri al Sindaco di Meldola in merito al monumento al Carabiniere e alla ninfa Giuturna

4 febbraio 2013

Forlì, 25/01/2013

Al Sig. SINDACO del Comune di MELDOLA
Gianluca Zattini

e.p.c. ai Capigruppo del Consiglio Comunale
Michele Bertaccini
Fabio Fabbri

 

Caro Sindaco,

intervengo con questa mia per esprimere, a nome del Comitato Provinciale dell’ANPI di Forlì-Cesena, alcune valutazioni in merito alla decisione assunta dall’Amministrazione da Lei presieduta di collocare il monumento al Carabiniere e alla ninfa Giuturna nella stessa area in cui già era stato posto il monumento alla Resistenza.

Su questa vicenda già si sono espressi vari soggetti politici e sociali di Meldola e non è mia intenzione intervenire sugli aspetti politici e sulla polemica che si è aperta se non per rilevare un aspetto che sta molto a cuore all’ANPI provinciale.
Mi riferisco al fatto che il monumento alla Resistenza collocato a Meldola ha un rilievo del tutto particolare essendo posto all’imbocco della valle del Bidente e cioè di quella parte del territorio provinciale che ha visto nascere le prime formazioni partigiane e che è stata teatro delle più importanti attività della Resistenza armata in Romagna.
E in questa vallata ha preso corpo la formazione della 8^ Brigata Garibaldi che ha coinvolto centinaia e centinaia di uomini e donne, di famiglie intere che hanno rischiato la vita perdare sostegno alla lotta partigiana pagando spesso con grandi sacrifici e tragedie per questa loro scelta.

Non è solo un problema di memoria ma di comprendere l’origine e le motivazioni che stanno alla base della cultura civile e democratica che è propria di queste terre e che spiega perché sia ancora così presente il ricordo e così forte la sensibilità antifascista delle nostre popolazioni: la memoria si è tramandata tra le generazioni ed ha rafforzato la coscienza democratica dei nuovi cittadini.
Non stiamo parlando solo del passato ma anche del fatto che dobbiamo tenere alta la testimonianza di avvenimenti che hanno segnato profondamente la formazione degli individui edelle comunità di questi territori.
Da questa nostra convinzione, storicamente verificabile, traiamo la convinzione che i cippi, i monumenti, le lapidi che ricordano fatti terribili sono i segni di questo territorio, elementi della sua cultura, luoghi di riflessione su noi stessi e sul nostro futuro, per i quali da tempo nella nostra Provincia si lavora per costruire percorsi della memoria e della testimonianza: il monumento di Meldola segna il punto di partenza, la “porta” di questo percorso nella valle del Bidente su cui è possibile individuare opportunità e progetti da rivolgere alle generazioni che non hanno conosciuto quelle vicende.

Sono queste le ragioni per cui l’ANPI provinciale tiene molto al fatto che il monumento alla Resistenza di Meldola abbia il suo spazio e la sua valorizzazione e che, anzi, accanto ad esso,possano essere poste le indicazioni utili a conoscere i percorsi della memoria della vallata. Esso non può essere confuso con altri monumenti. Lo diciamo senza alcuna arroganza, convinti come siamo del valore che gli altri monumenti esprimono e anzi ritenendo che un’altra loro collocazione li possano meglio valorizzare.

Caro Sindaco, abbiamo avuto la possibilità, in altri momenti, di conoscere ed apprezzare la Sua sensibilità ai valori dell’antifascismo per cui siamo portati a credere che la scelta adottata sia stata il frutto di una valutazione troppo superficiale.
A ciò può avere contribuito un difetto di procedura che ha portato ad una decisione di Giunta senza alcun coinvolgimento né del Consiglio Comunale né delle Associazioni e dei cittadini interessati.
Eppure il significato delle opere e il non irrilevante costo delle stesse avrebbero consigliato una maggiore prudenza nel percorso decisionale. Se ciò fosse avvenuto, l’ANPI avrebbe espresso in quella sede la propria decisa contrarietà alla scelta proposta.
Lo facciamo oggi avanzando nel contempo la richiesta di sospendere i lavori e di aprire la consultazione con tempi definiti così da acquisire tutti gli elementi utili per una valutazione d’insieme.
Non abbiamo nessuna pretesa di sostituirci a chi ha la responsabilità di decidere ma chiediamo di poter dare il nostro contributo alla definizione della scelta che il Comune farà.

Se ciò accadrà potremo ricostruire un consenso ampio attorno ai valori che ci uniscono.
Se ciò accadrà vorrà dire che alla sensibilità ai valori dell’antifascismo che Le riconosciamo si potrà accompagnare l’apprezzamento per quella sensibilità democratica che spinge al coinvolgimento più ampio della popolazione quando sono in gioco le scelte più significative della città.

Fiducioso in un positivo riscontro colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

IL PRESIDENTE ANPI Forlì – Cesena
Carlo Sarpieri

 

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Lettera del Presidente Carlo Sarpieri al Sindaco di Cesenatico in merito ai busti scultorei di Mussolini e Vittorio Emanuele III

4 febbraio 2013

Forlì, 30/01/2013

Alla cortese attenzione del Sindaco Roberto Buda

Gentile Signor Sindaco,

apprendiamo dai giornali la notizia che riferisce della decisione Sua e dell’Amministrazione comunale di Cesenatico di voler acquisire, in comodato gratuito, l’uso dei busti scultorei di Benito Mussolini e Vittorio Emanuele re d’Italia.
Francamente, ci piacerebbe che Lei spiegasse ai suoi cittadini e a tutti noi: a quale bisogno della città di Cesenatico risponde tale scelta? Essendo Cesenatico una città turistica vien da pensare che Lei voglia esporre i busti per farli ammirare dai turisti.
Si tratterebbe cioè di un’operazione commerciale, per vendere meglio il prodotto turistico, cui si potrebbe aggiungere in seguito la vendita di gadget, tipo Predappio per intenderci, oppure per un’operazione tipo aeroporto di Forlì, che qualcuno vorrebbe intitolare a Mussolini….perché più conosciuto nel mondo!
Ma, in questo caso, ci sono due aggravanti: la prima riguarda il fatto che una tale decisione viene assunta da un’Istituzione pubblica democratica che era stata cancellata dal fascismo e che ha nella Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista il suo fondamento.
La seconda è costituita dal fatto che questa scelta viene resa nota nei giorni dedicati alla memoria dello sterminio degli ebrei e di tutti coloro che si opposero al nazismo ed al fascismo.

Quei busti, non dimentichiamolo mai, rappresentano personaggi che, con le loro scelte, hanno portato centinaia di migliaia di uomini al massacro nelle guerre imperiali, che hanno voluto ed imposto le leggi razziali, che hanno consegnato il Paese nelle mani di un esercito straniero collaborando con le nefandezze della Gestapo, che obbligarono migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze ad immolare le loro giovani vite per riconquistare la libertà e la dignità della Patria.

E’ di tutto questo che vuole fare mostra ai turisti italiani e stranieri, signor Sindaco? Bene, allora compia un altro sforzo: organizzi un museo della Resistenza, uno spazio nel quale, anche con quei busti, si possa spiegare ai ragazzi ed ai turisti che cosa essi davvero rappresentano e quanto hanno fatto, anche nel Suo Comune, gli antifascisti ed i democratici per liberarci da loro.
Questo meriterebbe una città dalle tradizioni democratiche, antifasciste e repubblicane come Cesenatico.
Se ciò avvenisse troverebbe la nostra piena comprensione e la nostra massima collaborazione.

Se ciò non fosse, saremmo costretti a pensare che l’operazione in atto debba ascriversi a quella tendenza revisionistica molto presente in Italia ed in Europa volta a cambiare il senso della storia, cosi da lasciare spazio a nuovi movimenti che inneggiano al fascismo del terzo millennio strumentalizzando le paure, le preoccupazioni e la disperazione di milioni persone colpite dalla crisi.
E’ già accaduto nel passato e non possiamo permettere che accada ancora magari contando sull’indifferenza degli onesti. Ancora una volta, non possiamo che condannare atteggiamenti volti abanalizzare personaggi e vicende che hanno tragicamente segnato la storia d’Italia e della nostracomunità provinciale insignita di medaglia d’oro al valor civile per il contributo dato alla Resistenza.

Cordiali saluti

IL PRESIDENTE ANPI FORLI-CESENA
Carlo Sarpieri

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