Archivio per novembre 2013

Giornata del Tesseramento Anpi 2014 a Forlì, Cesena e Santa Sofia

19 novembre 2013

In occasione della Giornata del Tesseramento Anpi 2014, domenica 24 novembre saranno tre le sedi ANPI nella provincia di Forlì Cesena ad essere aperte per accogliere coloro che vorranno aderire all’ANPI in nome dell’antifascismo e della Resistenza, dire no agli attuali tentativi di riforma costituzionale e rinnovare la tessera 2014.

La sede ANPI di Forlì in Via Albicini 25 rimarrà aperta dalle 9 alle 13 e dalle ore 10.00 si svolgerà un incontro sul tema “LA POSIZIONE DELL’ANPI SULLE RIFORME COSTITUZIONALI” che sarà illustrata dal Presidente Provinciale Carlo Sarpieri.

Inoltre sarà aperta la sede ANPI di Cesena in Corso Sozzi 89 dalle 10 alle 17 e la sede ANPI di Santa Sofia in Piazza Garibaldi 12 dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00.

A tutti i partecipanti sarà offerto un piccolo rinfresco.

Di seguito il comunicato del Comitato Provinciale ANPI Forlì Cesena:

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Comitato Provinciale Forlì-Cesena organizza domenica 24 novembre 2013 la

GIORNATA NAZIONALE DEL TESSERAMENTO ANPI

Vi sarà l’apertura straordinaria della sede del Comitato Provinciale in via Albicini 25 dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 10.00 si svolgerà un incontro sul tema “LA POSIZIONE DELL’ANPI SULLE RIFORME COSTITUZIONALI” che sarà illustrata dal Presidente Provinciale Carlo Sarpieri.

Quest’anno la Giornata Nazionale del tesseramento ANPI assume una particolare importanza, non solo sul piano materiale ed economico, ma soprattutto sul piano politico.
Sarà un’occasione per riflettere sui progetti di riforma costituzionale in esame al Parlamento e sui quali l’ANPI ha già espresso la sua contrarietà.
Una giornata, quindi, con cui l’ANPI invita i cittadini e le cittadine ad un vero e proprio “Appuntamento con la Costituzione”.
Esprimiamo la nostra preoccupazione per un progetto di modifica che è distante dallo spirito che domina l’intera Carta Costituzionale. Il nostro ragionamento è molto semplice: ci sono alcune riforme da fare tra le quali la prima è la riforma elettorale, poi la diminuzione del numero dei parlamentari, la differenziazione del lavoro delle due Camere, la risistemazione del titolo V, per correggere anche alcuni problemi derivanti dalla riforma Costituzionaledel 2001 e per decidere, una buona volta, il destino delle Province.
Per fare tutto questo non c’è alcun bisogno di strumenti e sistemi straordinari, basta seguire quanto dispone, a garanzia di tutti, l’art. 138 della Costituzione e lasciare che il lavoro venga svolto dalle Commissioni Parlamentari e prosegua in Aula.
Riteniamo di massima importanza il tema e mettiamo a disposizione la nostra sede e le sedi ANPI del territorio per poter ottenere informazioni in merito.
Al termine della mattinata sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.

ANPI Comitato Provinciale Forlì-Cesena

Giornata del Tesseramento Anpi 2014 a Cesena

18 novembre 2013

Mentre si discute su tutto, sulla stabilità del Governo, sugli sbarchi in Sicilia, ecc. c’è un silenzio assordante, anche degli organi di informazione, su un tema di grande importanza perché investe la Carta fondamentale della nostra convivenza, la Costituzione repubblicana.

In questo quadro, anche di diffusa indifferenza, ci si appresta a compiere uno strappo vero e proprio alla nostra Costituzione e ad impedire ai cittadini di fare sentire la propria voce.

Fra poco più di un mese, la Camera voterà, in terza ed ultima lettura, le modifiche dell’art. 138 della Costituzione; e se lo farà con una maggioranza che superi i 2/3 non ci sarà la possibilità di promuovere un referendum

Finora, ci sono state manifestazioni, iniziative, lettere ai parlamentari, appelli; ma tutto è caduto nel vuoto e, se non si riesce, col contributo dei cittadini a cambiare le cose, sarà inferta una grave ferita alla Costituzione.

Questo disegno di legge (che costituisce una deroga “straordinaria” all’art. 138) è inutile, ingiustificato e dannoso. Non c’è ragione di prescrivere tempi e modi al di là di quelli ordinari; dannoso, perché in pratica viene collocata all’ultimo posto, anziché al primo, la riforma della vergognosa legge elettorale vigente (che invece è urgentissima); perché si prevede di investire ben quattro titoli della Costituzione, per un complesso di una cinquantina di articoli, per eventuali modifiche alla forma di Stato, alla forma di Governo, alla struttura del Parlamento, al ruolo del Presidente della Repubblica, cioè un lavoro enorme e pericoloso (sullo sfondo, c’è il presidenzialismo o il semipresidenzialismo), oltretutto estensibile anche ad altre disposizioni della Costituzione (art. 2 del testo fin qui osservato).

L’ANPI nazionale non ci sta; e per questo, mentre invita tutte le cittadine e i cittadini a riflettere, a informarsi, ad intervenire presso i parlamentari che hanno eletto, ha deciso di dedicare la tradizionale giornata del tesseramento, che quest’anno sarà domenica 24 novembre, ad una grande campagna di informazione e di chiarimento sul tema, facendo di quella giornata un vero e proprio appuntamento diffuso per la Costituzione.

Per tutto questo abbiamo deciso che DOMENICA 24 novembre la nostra sede di Cesena rimarrà aperta agli iscritti, e ai cittadini che vorranno assumere informazioni, ricevere materiale, affinché siano consapevoli di ciò che sta accadendo: un autentico strappo costituzionale a danno dei cittadini.

Vi aspettiamo per scambiare opinioni, idee, pensieri e proposte sull’argomento-La nostra sede ( Corso G.Sozzi,89 – Barriera Cavour – Cesena ) rimarrà aperta dalle ore 10 del mattino alle 17 e offriremo un piccolo rinfresco ai convenuti in occasione della giornata del tesseramento all’Anpi

Cari saluti
Furio Kobau

Intervento di Mirella Menghetti in occasione del 69° anniversario della Liberazione di Forlì

12 novembre 2013

Sabato 9 novembre 2013 si sono svolte le celebrazioni per il 69° anniversario della liberazione di Forlì, in questa occasione Enrico Monti e Mirella Menghetti, due giovani militanti ANPI, hanno pronunciato i loro interventi nel salone comunale alla presenza del Sindaco di Forlì Roberto Balzani, delle autorità e dei ragazzi delle scuole di forlivesi.
Di seguito l’intervento di Mirella Menghetti:

 

Credo di essermi iscritta all’ANPI perché non ne potevo più.
Non ne potevo più del disagio sociale nel quale sono cresciuta, dell’assenza dilagante di valori morali, dell’assenza di speranza. Viviamo in un clima di terrore, nel quale rincorriamo una giustizia che non esiste, dove gli ultimi saranno gli ultimi, se i primi sono irraggiungibili come cantava Frankie Hi NRG in una meravigliosa canzone di qualche anno fa.
Mi sono guardata intorno per anni, mentre cercavo di dire “BASTA” a voce alta, partecipando a manifestazioni piccole e grandi, organizzate da partiti politici, sindacati, associazioni; mi guardavo intorno alla ricerca di qualcuno che parlasse la mia lingua e sempre, quando c’erano diritti da difendere, mi imbattevo in qualche Partigiano che orgogliosamente sventolava una bandiera dell’ANPI o ne indossava il fazzoletto.
Io non ho mai avuto e non ho tuttora tessere di partito, perché i partiti mi sembrano più interessati a trovare un leader e a stravolgere la Costituzione piuttosto che a proteggere la democrazia del Paese e favorirne la crescita. Io invece credo che la risposta non sia la proclamazione di un leader ma lo sviluppo del pensiero critico in ogni individuo, affinché le diversità di ognuno siano la risorsa con la quale costruire quella rivoluzione in grado di ridare alla mia generazione (e soprattutto a quelle che verranno) la voglia di futuro che ci manca. Non credo possa esistere rivoluzione senza antifascismo, perciò, da maggio 2012, sono iscritta all’ANPI, alla sezione di Bertinoro, perché voglio contribuire a cambiare le cose.
Se cerchiamo su un dizionario il significato della parola “antifascismo” non troviamo che questa definizione: “movimento di opposizione al fascismo”; in realtà ci sono parole che rendono meglio l’idea, come quelle di Calamandrei:

 

«La Resistenza alla fine li spazzò via; ma non bisogna oggi considerar quell’epilogo soltanto come la cacciata dello straniero. Quella vittoria non fu soltanto vittoria contro gli invasori di fuori: fu vittoria contro gli oppressori, contro gli invasori di dentro. Perché, sì, veramente, il fascismo fu un’invasione che veniva dal di dentro, un prevalere temporaneo di qualche cosa di bestiale che si era annidato o si era ridestato dentro di noi: e la Liberazione fu veramente come la crisi acuta di un morbo che finalmente si spezzava dentro il nostro petto, come lo strappo risoluto con cui il popolo italiano riuscì con le sue stesse mani a svellere dal suo cuore un groviglio di serpi, che per venti anni l’aveva soffocato.
Vittoria contro noi stessi: aver ritrovato dentro noi stessi la dignità dell’uomo. Questo fu il significato morale della Resistenza: questa fu la fiamma miracolosa della Resistenza.
Aver riscoperto la dignità dell’uomo, e la universale indivisibilità di essa: questa scoperta della indivisibilità della libertà e della pace, per cui la lotta di un popolo per la sua liberazione è insieme lotta per la liberazione di tutti i popoli dalla schiavitù del denaro e del terrore, questo sentimento della uguaglianza morale di ogni creatura umana, qualunque sia la sua nazione o la sua religione o il colore della sua pelle, questo è l’apporto più prezioso e più fecondo di cui ci ha arricchito la Resistenza.»

 

Oggi commemoriamo la Liberazione di Forlì dal nazifascismo e credo che non ci siano parole migliori di quelle di Calamandrei per ricordare l’immensa gratitudine che dobbiamo ai Partigiani, ai Patrioti, alle donne, che non furono solo staffette e informatrici ma anche combattenti ardite e valorose.
Permettetemi di parlare col cuore e condividere con voi un desiderio che è mio ma che forse abbiamo in tanti: sarebbe bello che nel 2014, anno del 70° della Liberazione della nostra provincia, riuscissimo a celebrare degnamente non solo la Liberazione di Forlì ma anche finalmente quella di Predappio, affinché, piano piano, il 28 ottobre sia per tutti l’anniversario della Liberazione di Predappio e resti quello della marcia su Roma solo nei ricordi appannati di qualche nostalgico (o magari anche nessuno); potremmo anche rispolverare l’idea della marcia antifascista su Predappio che purtroppo quest’anno è rimasta solo un’idea ma sarebbe invece una meravigliosa occasione per rendere finalmente giustizia ai Partigiani e ridare speranza a tutte le persone oneste che anche oggi, nel loro piccolo, resistono.
Mi piacerebbe che il sindaco di Forlì e anche il sindaco di Predappio Frassineti, che hanno collaborato come membri del comitato scientifico che ha curato l’allestimento della mostra sul giovane Mussolini a Predappio, collaborassero anche per rendere possibile la celebrazione della Liberazione di Predappio.
Oggi è il 9 novembre 2013: segniamoci questa data perché oggi di restituire il 28 ottobre a chi se lo è meritato con la lotta ne riparliamo ufficialmente e da qui al 28 ottobre 2014 c’è tutto il tempo per organizzarci, chiedere i permessi alla questura e coinvolgere le forze antifasciste che per fortuna nella nostra provincia sono numerose. Se non riusciremo vorrà dire che qualcuno non avrà voluto che riuscissimo e allora quel qualcuno dovrà darne conto.
Darne conto all’ANPI, certamente, poiché questa materia è molto cara a tutti noi e al nostro Presidente Sarpieri, ma soprattutto ai Partigiani di Predappio che, potendo liberare la loro città giorni prima, vollero aspettare proprio il 28/10, per liberarla due volte e non una volta sola.
Vorrei concludere con questa riflessione: se non avremo il coraggio di celebrare questa ricorrenza, vorrà dire che consideriamo l’antifascismo come un vestito, da sfoggiare con orgoglio in certe occasioni e nascondere nell’armadio in altre.
Invece noi dell’ANPI siamo convinti che l’antifascismo uno debba avere il coraggio di praticarlo e di difenderlo sempre. Oppure non dovrebbe nemmeno nominarlo.

 

Al seguente link trovate l’intervento di Enrico Monti:

http://forlicesena.anpi.it/2013/11/12/intervento-di-enrico-monti-in-occasione-del-69-anniversario-della-liberazione-di-forli/

 

Intervento di Enrico Monti in occasione del 69° anniversario della Liberazione di Forlì

12 novembre 2013

Sabato 9 novembre 2013 si sono svolte le celebrazioni per il 69° anniversario della liberazione di Forlì, in questa occasione Enrico Monti e Mirella Menghetti, due giovani militanti ANPI, hanno pronunciato i loro interventi nel salone comunale alla presenza del Sindaco di Forlì Roberto Balzani, delle autorità e dei ragazzi delle scuole di forlivesi.
Di seguito l’intervento di Enrico Monti:

 

Buongiorno a tutti e buon 69° anniversario della Liberazione di Forlì. Volevo prima di tutto ringraziare il presidente Carlo Sarpieri per la possibilità dataci di rappresentare (nel nostro piccolo) l’ANPI oggi in questa importante giornata.
È il 1944 quando a Roma nasce l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani) mentre il nord Italia sta ancora subendo le violenze delle rappresaglie nazifasciste e dell’ultimo governo fantoccio di Mussolini (la Repubblica di Salò). L’ANPI verrà poi costituita ufficialmente nell’aprile del 1945.
E’ nella scelta coraggiosa di quei partigiani, nell’opposizione al regime e nella lotta di tutti coloro che con la vita hanno pagato per la nostra libertà che si ritrovano le radici dell’Italia repubblicana e della nostra costituzione.

 

Riporto un pensiero di Piero Calamandrei che tutti noi dovremmo tenere a mente e che rivolgo in particolare a tutti i giovani presenti oggi:
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani col pensiero perché là è nata la nostra costituzione”

 

Cosa deve fare oggi l’ANPI?
Non c’è più un regime da combattere, ma c’è un ricordo da preservare e una lotta morale da mandare avanti contro nuovi e vecchi nemici che costantemente cercano di minare la nostra democrazia! Questo pericolo è costante e quotidiano e si concretizza ogni volta che vengono meno i diritti delle persone e in generale quando vengono erosi i principi di libertà, solidarietà, pace, uguaglianza su cui poggia la nostra Costituzione.
Oggi l’ANPI deve scendere in campo non solo nelle date storiche (fondamentali) per non dimenticare cosa è stata la resistenza ma anche per insegnare a chi quella guerra non l’ha vissuta, come non ripetere gli stessi errori. Oggi l’ANPI deve essere lo strumento tramite il quale la Costituzione sia difesa e finalmente applicata!

 

L’ANPI oggi deve esistere perché:

• non è giusto che qualcuno venga discriminato perché ha la pelle di un colore e non è giusto che quel qualcuno scappi dal proprio paese dove c’è una guerra, attraversi il mare in condizioni pietose e dopo aver subito anche maltrattamenti fisici, muoia in mezzo a quello stesso mare

• non è giusto che una donna venga considerata meno di un uomo. L’ANPI deve farsi portavoce della figura femminile non dimenticando il prezioso sforzo e il coraggio messo in atto dalle tantissime staffette partigiane, giovani donne e ragazze che erano le vere vie di comunicazione tra le bande partigiane

• non è giusto che un operaio che lavora da anni per dare un futuro migliore ai propri figli perda il lavoro perché l’azienda trasferisce all’estero la produzione

• non è giusto che un commerciante, un artigiano o un imprenditore che non rispetta gli ordini mafiosi impostigli, si ritrovi la propria attività distrutta

• non è giusto che un ragazzo adolescente si suicidi gettandosi dal terrazzo di casa sua solo perché non ha trovato il coraggio di dire “sono gay”

• non è giusto che ci siano associazioni neofasciste e neonaziste che promuovono campagne politiche e sociali e che fanno irruzione durante manifestazioni o in consigli comunali. Non dimentichiamo che l’apologia di fascismo è un reato previsto dalla nostra legge

 

Oggi questo deve fare l’ANPI e non da sola ma con l’aiuto di tutte le associazioni che condividono gli stessi progetti e insieme a tutti coloro che si ritrovano in questi ideali!
E’ importante che l’ANPI di Forlì partecipi alla fiaccolata “mai più Lampedusa” oggi pomeriggio, così come è fondamentale che dia l’appoggio allo sciopero generale indetto dai sindacati venerdì 15 Questo è il percorso da fare…Noi siamo qui per RESISTERE e continuare a farlo!
Buona Liberazione, VIVA L’ANPI e VIVA la NOSTRA COSTITUZIONE!

Al seguente link trovate l’intervento di Mirella Menghetti:

http://forlicesena.anpi.it/2013/11/12/intervento-di-mirella-menghetti-in-occasione-del-69-anniversario-della-liberazione-di-forli/